La difficile bonifica ambientale dopo lo chiusura del poligono militare Usa
60 anni di contaminazioni nell`isola di Vieques hanno lasciato segni evidenti sulla gente. I marines rimuoveranno oltre 600 mila ordigni inesplosi, ma con molta calma e poche precauzioni.

     

Scritto da Giuliana Sgrena

Il gemellaggio con Vieques (la piccola isola caraibica) ha portato fortuna a la Maddalena. Le due minuscole e splendide isole, in parte occupate da basi militari, sono due rari esempi di vittoria nella lotta per la smilitarizzazione. Potranno tornare ad essere paradisi turistici, ma purtroppo non basta la chiusura di una base militare per risolvere i problemi ambientali e per riportare all`incanto della natura. Chissà se se ne accorgeranno anche gli otto grandi che si riuniranno nella piccola isola italiana nel 2009.

La sfida della bonifica ambientale è quella che ancora tiene in allerta il coordinamento «Todo Puerto Rico con Vieques», il movimento contro la presenza della Marina militare statunitense che si era installata sull`isola nel 1941 e vi aveva costruito un poligono di tiro per esercitazioni e sperimentazioni di armi, il cui effetto è ancora evidente sulla popolazione. Ma era stato un «incidente», che aveva provocato la morte di un impiegato civile, nel 1999 a dare una forte spinta alla protesta. Si raggiungeva allora, raccontano gli abitanti, una inedita unità tra tutti i portoricani, compresi i partiti di varie tendenze, per sostenere il movimento per la «pace a Vieques» con la chiusura del poligono di tiro. Questa solidarietà garantiva la vittoria a stragrande maggioranza nel referendum organizzato nel 2001 per decidere la chiusura del poligono di tiro.

Un disinteresse strategico

Di fronte alla compattezza dei portoricani gli Stati uniti, con una legge federale, decidevano la chiusura del poligono il 1° maggio del 2003 e la trasformazione del territorio in parco naturale. Vittoria della forte mobilitazione, ma c`è anche chi, a Portorico, sostiene che gli americani hanno ceduto perché Vieques non era più strategicamente importante come in passato.

Comunque il poligono è stato chiuso, ma non è nemmeno escluso un riutilizzo militare. Irrisolto resta il problema della bonifica affidato alla Marina statunitense che mantiene il controllo del territorio. Si è impegnata a bonificare 1.100 acri (circa 4,5 km quadrati), finora ne ha ripulito 295.

Non è solo la lentezza a preoccupare il movimento per Vieques ma anche il metodo. «Finora sono stati rimossi 100 mila ordigni, di cui 5.663 fatti detonare sul posto e di questi 2.727 erano altamente esplosivi», ci spiega Jorge L. Colòn, coordinatore della commissione per la salute del Gruppo di appoggio tecnico e professionale per lo sviluppo sostenibile di Vieques (Gatp). Approssimativamente «si può calcolare che quando il lavoro sarà terminato saranno rimossi 669 mila ordigni, di cui 18.416 (8.113 ad alto esplosivo) fatti detonare sul posto. E non in camere di compensazione ma a cielo aperto», ci spiega Colòn mostrando i depliant con le moderne apparecchiature che servono a disinnescare e a far detonare gli ordigni per non inquinare l`ambiente.

Ma la marina Usa non li utilizza perché sono più costosi, quindi, nonostante la chiusura del poligono di tiro l`inquinamento continua. E comunque non è prevista una bonifica del mare, dove i pescatori potranno continuare a pescare bombe invece di pesci.

Eredità altamente tossica

L`isola, si legge nel rapporto del Gatp, è stata esposta alla contaminazione prodotta dalle attività militari della marina statunitense per 60 anni. Contaminazione che ha prodotto, negli ultimi 30 anni, un aumento di tumori: a Vieques l`incidenza del cancro è del 27% superiore a quella dell`Isola grande, Portorico. E il tumore non è l`unico effetto prodotto da materiali tossici come l`uranio impoverito, che interviene anche sul sistema immunitario e inibisce l`attività riproduttiva. I composti insolubili inoltre possono essere trattenuti dai tessuti per lunghi periodi. Altamente tossico è anche l`alluminio che intacca il sistema respiratorio, nervoso e osseo. Causa anemia, demenza e morte. E poi, studi realizzati sui capelli e le feci di abitanti di Vieques, hanno individuato livelli eccessivi di alcuni elementi e la presenza di elementi tossici come arsenico (può provocare avvelenamento e morte), cadmio (disfunzioni renali e lesioni epatiche), zinco (colpisce il sistema immunitario), mercurio (si accumula in fegato, reni e cervello), cobalto (danni polmonari), rame (danneggia il sistema gastrointestinale) e piombo (è dannoso per tutti gli organi, soprattutto il sistema nervoso centrale e in particolare per i bambini). L`analisi dei capelli ha anche evidenziato l`esposizione di lunga durata a questo tipo di contaminazione. Problemi cardiaci invece colpiscono il 98& dei pescatori della spiaggia di Ponce (ne sono stati presi in esame 50) dovuti alla esposizione prolungata, al rumore delle basse frequenze e alla pressione della banda larga.

Il rapporto del Gatp evidenzia i problemi ambientali e sanitari prodotti dalla presenza della base militare e per questo chiede l`immediata cessazione di tutte le attività militari e l`intervento del Dipartimento alla salute di Portorico – e delle agenzie internazionali – per realizzare studi che individuino i problemi e le strategie per risolverli.

Se il Gatp fornisce il supporto tecnico per seguire gli sviluppi dell`isola, il coordinamento «Todo Puerto Rico per Vieques» resta mobilitato e pronto per nuove proteste se il disinquinamento non dovesse rispettare le regole. Nel frattempo una nuova preoccupazione investe gli amanti di Vieques: molti terreni, in questa situazione di incertezza sul futuro, sono già stati venduti o svenduti a cittadini statunitensi, che invece evidentemente puntano su futuri investimenti o comunque almeno in un fantastico luogo di vacanza alla periferia dell`impero. Vieques sembra comunque destinata a rimanere sotto il controllo Usa.

Il Manifesto, 23 giugno 2007

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