Nunca Mas! Mai più. È il motto scelto dal presidente socialista Tabaré Vázquez per ricordare le vittime degli anni del terrore e della violenza in Uruguay in occasione del 19 giugno, data di nascita di Josè Artigas, il padre della patria. Un 19 giugno più speciale del solito, che ha suscitato un forte dibattito all`interno delle forze politiche e della la società civile sugli anni della dittatura e della guerriglia armata. E un`occasione, in aggiunta, per riflettere sulle differenze tra il governo di centro-sinistra e il Frente Amplio e sul prossimo presidente del paese.

     

Scritto da Antonio Graziano

Il giorno del Nunca Mas è arrivato dopo quasi sei mesi di polemiche, iniziate quando lo scorso 26 dicembre il presidente Vázquez propose un progetto di legge che trattasse allo stesso modo le vittime della violenza da entrambe le parti in modo da risarcire i familiari dei desaparecidos e quelli delle forze armate. Già in altre occasioni aveva parlato di riconciliazione, senza mai fare accenno al terrorismo di Stato. Nessuno gli aveva dato troppa importanza, fino a quando, nel mese di marzo, la proposta della discussione parlamentare di un progetto alternativo da parte di un deputato del partito Colorado (opposizione di centro-destra), che risarcisse «le vittime della sedizione armata», ha scatenato definitivamente la polemica. La società civile capeggiata dall`associazione di Familiares de Desaparecios chiede che il Nunca Más si riferisca al Terrorismo di Stato. Alcuni partiti del Frente Amplio sembrano essere d`accordo.

Per questo durante un discorso ufficiale il 4 giugno, Vazquez ha fatto marcia indietro, prendendo atto del fatto che non tutti sono d`accordo con la sua interpretazione del Nunca Más. Lo stesso giorno ha annunciato che non si sarebbe candidato alle prossime elezioni presidenziali. Alcuni hanno interpretato il gesto come una bacchettata alle forze politiche della sua coalizione che non avevano appoggiato la sua proposta di dicembre.

Ma intanto sul giorno del Nunca Mas non si poteva fare marcia indietro, e il 19 giugno il presidente si è limitato a deporre una bandiera nazionale fatta di fiori alla base del monumento di Artigas in Plaza Independencia, qui a Montevideo, mentre oltre un migliaio di persone assistevano all`atto. Molti presenti stringevano nella mano la bandiera dell`Uruguay con la scritta «Nunca Mas». All`atto erano presenti i ministri del governo e i dirigenti dei partiti dell`opposizione (Blancos e Colorados). Grandi assenti, il Partito comunista, il Partito 26 di Marzo (che non è un partito di governo ma forma parte del Frente Amplio), la confederazione sindacale Pit-Cnt e le maggiori organizzazioni della società civile. Alcune di esse hanno convocato manifestazioni parallele il pomeriggio dello stesso giorno. Luisa Cuesta, di Familiares de Desaparecidos, intervistata dalla radio El Espectador, ribadisce che il «Nunca Mas» non significa «mai più uruguaiani contro uruguaiani» ma piuttosto «mai più terrorismo di Stato contro la società». Lo stesso giorno, il comandante in capo dell`esercito, Jorge Rosales ha ripettuto che l`esercito non ha avuto responsabilità di quanto accaduto durante la dittatura e che la repressione è dovuta a pochi militari che agivano in maniera indipendente rispetto alle forze armate.

Se, con la sua dichiarazione, Tabarè si è chiamato fuori dalla corsa elettorale, non mancano i suoi contendenti. Fino ad oggi i possibili successori, all`interno della coalizione, sarebbero Danilo Astori, ex-comunista e attuale ministro dell`Economia e Josè (Pepe) Muijca, tupamaro e ministro dell`Agricoltura. Il primo porta avanti le scelte macro-economiche e neo-liberiste del governo. Il secondo è il principale rappresentante del progetto di Uruguay Produttivo, basato sulla valorizzazione delle ricchezze naturali del paese, primi fra tutti l`agricoltura e l`allevamento. Uno dei principali problemi dell`Uruguay è la grande differenza generazionale nella coalizione progressista. La presenza di politici molto anziani è una realtà e un handicap. Muijca ed Astori nel 2009 avranno oltre 70 anni. Preoccupa, come sintomo, la recente grande affluenza di giovani alle elezioni interne al Partido Nacional (Blancos) avvenute poche settimane fa. L`obiettivo, indispensabile per rivitalizzare la sinistra uruguayana, è quello di creare un Frente Amplio che sia in grado di guidare le scelte politiche, piuttosto che mantenere una coalizione frammentata al suo interno come conseguenza di opinioni diverse dalle linee del governo. Come nel caso del giorno del Nunca Mas.

Il cammino verso la verità e la giustizia continua. Quello verso la poltrona presidenziale del 2009 è appena cominciato.

Il Manifesto, 22 giugno 2007

Sull'autore