Prodi mente sulla pericolosità del sistema antimissile americano e tace sulla firma segreta del governo italiano.

     

Scritto da Tommaso Di Francesco

«L`Italia ha semplicemente firmato con gli Stati Uniti un accordo quadro di collaborazione nel settore della Difesa sui missili balistici, giustificato dalla volontà di avere un quadro normativo per rafforzare la collaborazione in materia di scambi di informazione»: così Romano Prodi al question time di ieri in risposta a due domande sul progetto missilistico americano che «non determina né impegni, né oneri finanziari» e si inserisce in iniziative in ambito Nato. Quanto alle tensioni tra Washington e Mosca, sullo scudo «è avviato un dialogo tra Usa e Russia» e da Putin al recente G8 sono venute «significative evoluzioni» negoziali.

Peggio di così. Ha fatto dunque bene a replicare subito Elettra Deiana, protagonista di alcune interrogazioni sullo scudo e vicepresidente della commissione difesa del Parlamento. «Le rassicurazioni di Prodi sullo scudo antimissile Usa – ha dichiarato – non ci soddisfano affatto. Il programma missilistico statunitense è una palese violazione del Trattato anti missili balistici e il suo sviluppo rischia di far ripiombare l`Europa ai tempi della guerra fredda».

Il fatto è che Prodi sullo scudo Usa ha volato perfino più basso del sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi che nell`aprile scorso, sempre interpellato dai Gruppi parlamentari del Prc, era stato costretto ad ammettere quel che il manifesto aveva rivelato il 1 aprile: la firma del governo italiano sotto l`accordo quadro, fino a quel momento tenuta segreta. Su questo il presidente del Consiglio ha taciuto. Come l`aver volontariamente ridotto l`«accordo quadro» alla «volontà di avere un quadro normativo per rafforzare la collaborazione in materia di scambi di informazione» è disinformazione pura.

Prodi non ha spiegato in che modo il governo abbia verificato la «volontà» dell`Italia di sottoscrivere l`accordo, dal momento che è stato tenuto segreto non solo agli italiani, ma al parlamento e a parte della stessa coalizione governativa. E` sconcertante poi il tono tranquillizzante usato per dire che «l`accordo non determina impegni e oneri». Perché solo due mesi fa il ministero della difesa per bocca sempre di Verzaschi rispose che gli impegni e gli oneri erano demandati «alla stipula degli accordi attuativi successivi, ciascuno finalizzato allo specifico settore di collaborazione, alla definizione delle caratteristiche e delle modalità per la suddivisione dei costi associati». Insomma, l`accordo quadro comporta una serie di «accordi attuativi successivi», che coinvolgeranno non solo le industrie militari italiane, ma anche università e centri di ricerca, provocando una ulteriore militarizzazione della ricerca a scapito di quella civile. E tali accordi comporteranno «costi associati», ossia un ulteriore aumento della spesa militare italiana e un rafforzamento di comandi e basi Usa (comprese quelle nucleari) in Italia, sempre più trampolino di lancio di operazioni militari americane, e ancora di più bersaglio militare.

Ed è grave la banalizzazione da parte di Prodi dello scontro al G8 tra Putin e Bush. Perché lo scudo Usa – non ancora in ambito Nato – non è uno strumento difensivo, è fatto apposta per il first strike, e Bush vuole installarlo alla frontiera russa, con i radar a 60 km da Praga e i missili intercettori in Polonia. Putin ha proposto la «mediazione» della base radar in Azerbaigian, ma ha detto un no secco ai missili in Polonia o dovunque. Insomma, si alterano equilibri internazionali consolidati. Forse Prodi non se n`è accorto ma la Russia ha già risposto sparando due missili intercontinentali, con testata potenzialmente atomica, uno che oltrapassa lo scudo, l`altro capace di colpirne le installazioni. Qualcuno lo avverta.

Il manifesto, 21 giugno 2007

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