Non hanno fatto in tempo a seppellire, ieri nell`agrigentino, gli ultimi dieci immigrati morti in mare domenica scorsa tra Malta e la Sicilia, che ieri si è verificata un`altra strage, l`ennesima. Che non fa che aumentare il triste elenco dei morti nel Mediterraneo, 551 solo negli ultimi cinque mesi, stando ai dati di Fortress Europe.

     

Scritto da Il Manifesto

Ma le coincidenze non finiscono qui. La nuova tragedia della disperazione è accaduta in una giornata altamente simbolica, dedicata in tutto il mondo ai rifugiati, e proprio mentre al Viminale veniva presentato il rapporto sulla sicurezza, nel quale un capitolo consistente è dedicato proprio all`immigrazione clandestina (ma sul versante dei reati commessi piuttosto che dell`accoglienza).

Dei 26 immigrati a bordo di un`imbarcazione che è naufragata 75 miglia a sud di Malta solo quattro sono riusciti a salvarsi aggrappandosi alle gabbie per i tonni come già avevano fatto altri qualche settimana fa (e la foto ripresa dall`alto, impressionante, aveva fatto il giro del mondo). Degli altri ne sono stati ritrovati solo sei, ormai morti, mentre gli altri 18 sono considerati dispersi. Dunque vittime invisibili della tragedia dell`immigrazione dalle coste africane verso l`Italia e l`Europa.

Le gabbie dei tonni avevano già costituito l` approdo di emergenza per altri 27 naufraghi alla fine dello scorso maggio. I quattro sopravvissuti al naufragio, presi in consegna da una motovedetta maltese, sono stati portati a La Valletta, che questa volta non ha rifiutato i soccorsi come era accaduto nelle scorse occasioni. I superstiti provengono dalla Costa D` Avorio e hanno raccontato ai soccorritori di essere naufragati l`altra notte e di essere stati in acqua dodici ore prima di riuscire ad aggrapparsi alle gabbie per la pesca dei tonni, trainati dal rimorchiatore maltese Budafel.

Ma la giornata degli sbarchi non è finita qui. A sud di Lampedusa è stato infatti avvistato sempre nella giornata di ieri un barcone con 45 persone a bordo, tra cui due donne. A lanciare l`allarme con un telefono satellitare è stato un immigrato a bordo del natante. Più tardi l`imbarcazione è stata avvistata dall`elicottero della marina militare, che ha fornito le indicazioni ad un pattugliatore per raggiungere il barcone in difficoltà.

Tuttavia, nonostante le apparenze, proprio gli immigrati che ogni estate sbarcano sulle nostre coste, secondo i dati resi noti ieri nel corso della presentazione del rapporto sicurezza al ministero dell`Interno, non hanno mai superato nell`ultimo decennio il 15 per cento del totale della presenza straniera irregolare. E dunque, dice il Viminale, la maggior parte degli irregolari in Italia è costituita da stranieri entrati regolarmente e rimasti sul territorio oltre la scadenza prevista del visto, i cosiddetti overstayers: nel 2006 questi ultimi sono stati il 64% del totale degli irregolari, contro il 23% di coloro che hanno varcato in maniera fraudolenta le frontiere e il 13% dei clandestini sbarcati sulle coste.

Inoltre, la «tendenza complessiva nel decennio» per quanto riguarda gli sbarchi fa registrare una «riduzione: nel `98 i clandestini sbarcati erano stati 38.134, nel 2006 sono stati 22.016». «Stringendo il campo di osservazione agli ultimi anni – fa notare il ministero dell`Interno – si nota un forte incremento tra il 2004 e il 2005, quando si è passati da 13.635 clandestini sbarcati a 22.939 e un`inversione di tendenza l`anno successivo, il 2006, con una leggera riduzione», per un numero complessivo di 22.016 immigrati sbarcati. Nel primo trimestre del 2007 i clandestini arrivati via mare alle coste della Sicilia, della Puglia, della Calabria o della Sardegna, sono stati 1.652.

Il Manifesto, 21 giugno 2007

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