La magistratura della provincia settentrionale di Tucumán ha rinviato a giudizio i generali a riposo Antonio Bussi e Luciano Benjamín Menéndez per i reati di genocidio e sparizione forzata di oltre 60 persone recluse in un centro di detenzione clandestina ospitato nell’ex-arsenale ‘Miguel de Azcuénaga’ durante l’ultima dittatura (1976-’83).

     

Scritto da Francesca Belloni

Entrambi i militari sono già in stato di detenzione e su di loro pesano decine di cause aperte, ma è la prima volta che si imputa loro il crimine di genocidio, previsto dai trattati internazionali firmati dall’Argentina ed elevati a rango costituzionale nella Carta del 1994.

Il giudice federale Daniel Bejas ha imputato a Bussi, ex-governatore ‘de facto’ di Tucumán tra il ’76 e il ’77, a Menéndez e Albino Zimmerman, ex-capo della polizia provinciale, violazioni di domicilio, privazioni illegittime della libertà, sparizioni forzate, torture e associazione illecita.

“La pratiche aberranti realizzate contro i detenuti da parte degli agenti pubblici coperti dall’esistenza del terrorismo di Stato configurano precetti illegali, con sofferenza fisica e morale. Esisteva un piano criminale. Ogni 15 giorni giustiziavano prigionieri che sarebbero stati oltre 1000 rinchiusi nell’ex-arsenale” si legge nel fascicolo di Bejas.

Bussi, 81 anni, è in stato di detenzione preventiva dal marzo 2006.

[FB] – ARGENTINA 22/6/2007

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