I governi di Bogotá e Quito lanceranno nel 2005 un piano di sviluppo e di protezione della frontiera comune con l’obiettivo di frenare il crescente flusso di sfollati in fuga dal conflitto colombiano.

     

Lo hanno annunciato i capi di Stato dei due Paesi andini, Alvaro Uribe e Lucio Gutiérrez, al termine di un incontro avvenuto nel fine-settimana nella località ecuadoriana di Esmeraldas, 180 chilometri a ovest di Quito.

Il piano consterà di due fasi: la prima prevede il rafforzamento delle misure di sicurezza al confine e la creazione di infrastrutture per creare una ‘zona di concentrazione’ dei profughi colombiani; nella tappa seguente, la Colombia aumenterà gli investimenti nelle città ecuadoriane dove si concentra la maggior parte degli sfollati per creare nuovi posti di lavoro destinati ai ‘desplazados’. Gutiérrez, che a più riprese ha definito gli sfollati colombiani “una minaccia per la stabilità dell’economia ecuadoriana”, si è detto soddisfatto del programma messo a punto con Uribe, sebbene non sia ancora chiaro come verranno spartiti i finanziamenti.

L’Ecuador si è impegnato a portare avanti fino al prossimo gennaio un piano di regolarizzazione dei colombiani illegali in vigore dallo scorso aprile che finora ha però raccolto scarsi risultati: dati ufficiali indicano che dei 300.000 colombiani presenti in Ecuador, almeno l’80% è privo di permesso di soggiorno ed è vittima di sfruttamento e discriminazione.

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