Un programma di ‘riparazione collettiva’ – denominato ‘Justicia para los pueblos heroicos del Perú’ – è stato avviato dal governo per tentare di chiudere le ferite ancora aperte lasciate dalla ‘guerra sporca’ che dal 1980 al 2000 provocò oltre 70.000 vittime in larga maggioranza contadini poveri di lingua ‘quechua’ originari delle regioni andine.

     

Scritto da Francesca Belloni

Il programma era stato raccomandato nell’agosto 2003 dall’ormai disciolta ‘Comisión de la Verdad y la Reconciliación’ (Cvr) che aveva attribuito in parti uguali le responsabilità del conflitto interno ai guerriglieri del gruppo guerrigliero di ispirazione maoista ‘Sendero Luminoso’ e alla repressione indiscriminata attuata dall’esercito governativo.

“È un riconoscimento per persone a cui non è solo necessario dare denaro ma accesso alla giustizia. Quello che inizia oggi auspica una patria più democratica e meno escludente” ha detto il filosofo Salomón Lerner, già a capo della Cvr. Il presidente Alan García ha partecipato alla cerimonia di lancio del programma a Huanta, nella regione sud-orientale di Ayacucho, già roccaforte di ‘Sendero’, dove è stata avviata la distribuzione di un totale di 40 milioni di soles (pari a 9 milioni e 400.000 euro) a 400 comunità contadine.

Oltre a compensazioni individuali il denaro è destinato a finanziare opere pubbliche in zone ancora oggi prive di energia elettrica e acqua potabile; “problemi strutturali” all’origine della guerra, secondo la Cvr, in un paese in cui almeno la metà dei 13 milioni di abitanti vive tutt’ora in condizioni di povertà.

[FB] – PERÙ 19/6/2007

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