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L`Europa dice sì al biologico con gli ogm

I ministri dell`agricoltura dei 27 alzano la soglia di contaminazione per i prodotti biologici, equiparandola a quella dell`agricoltura tradizionale. Una decisione che capovolge quanto deciso dal parlamento europeo.

     

Scritto da Alberto D`Argenzio

Bio o non Bio, la soglia di contaminazione da ogm sarà la stessa per i prodotti biologici e per quelli dell`agricoltura tradizionale, lo hanno deciso ieri i ministri dell`agricoltura dei 27 fissando un parametro comune, che non fa distinzioni. Per entrambe le categorie di prodotti varrà lo 0,9% di contaminazione accidentale da organismi geneticamente modificati. Una decisione che fa scalpore, perché contraddice la volontà del parlamento europeo (che ha votato contro un mese fa, ma che in questa materia ha solo potere consultivo e non decisionale) e quella di alcuni paesi, Italia in primis, che hanno provato, inutilmente, a bloccare l`equiparazione. «La decisione del Consiglio dell`agricoltura è grave e sbagliata e danneggia sia i produttori biologici sia i diritti dei consumatori», il commento del ministro dell`ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «Questa decisione – ha continuato il ministro – sembra più il cedimento a qualche lobby commerciale di alcuni paesi europei che un provvedimento per tutelare i diritti dei produttori e dei consumatori di prodotti biologici».

Sulla stessa linea i giudizi della Coldiretti, della Cia, di Legambiente, dei produttori bio del Sud Europa e delle associazioni ambientaliste. Tutti chiedevano che la soglia per gli ogm fosse quella dello zero tecnico, ossia dello 0,1%, invece che quel 0,9% già in voga per l`agricoltura tradizionale. Un`equiparazione che toglie fascino al prodotto bio e getta un`ombra di insicurezza sui consumatori.

Per la commissaria all`agricoltura Marianne Fischer Boel e per la presidenza tedesca la decisione è invece saggia: «Si trattava di avere regole severe, d`ora in avanti la soglia per i prodotti biologici non potrà andare oltre lo 0,9%. In passato non c`era alcun limite e questo è un punto cruciale». E anche se gli europei hanno fatto sapere a più riprese che non ne vogliono sapere di ogm (lo riportano varie inchieste), Bruxelles procede nella direzione contraria, anche perché, argomenta la commissaria, «imporre lo zero tecnico comporta avere dei controlli molto più costosi, rendendo più cara la produzione, il tutto a danno del mercato. Con lo zero tecnico c`era il rischio di soffocare il settore», conclude Fisher Boel.

Italia, Belgio, Grecia, Ungheria e inizialmente anche la Polonia, hanno provato a bloccare il provvedimento, ma poi Varsavia ha cambiato opinione (in cambio di alcune concessioni su altri punti del regolamento). «All`ultimo momento – ha spiegato il ministro dell`agricoltura Paolo De Castro – la Polonia che garantiva la minoranza di blocco, è uscita. La nostra posizione purtroppo si è ritrovata in larga minoranza». E così è passata la soglia dello 0,9%. I 27 hanno anche deciso che ogni Stato membro potrà comunque imporre una soglia di contaminazione inferiore per il biologico, un`iniziativa a favore di questo tipo di agricoltura ma che avrà inevitabilmente delle ripercussioni sul mercato interno, con costi maggiori per i produttori dei paesi più virtuosi.

Questa via nazionale di maggior controllo è stata quella invocata in Italia già ieri da Pecoraro Scanio. «Occorre verificare da subito tutte le contromisure che governo e parlamento italiano possono attuare – ha detto Pecoraro Scanio – per garantire sia i produttori biologici sia i consumatori che vogliono essere sicuri di acquistare prodotti realmente ogm free». L`ex ministro all`agricoltura Alemanno propone di inserire la soglia dello zero tecnico nel disegno di legge in discussione alla camera, mentre la Coalizione liberi da ogm, formata tra gli altri da Cia-Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti e Legambiente, oltre a criticare la decisione dei 27 punta il dito contro il governo, incapace, dicono, di costruire una minoranza solida contro il provvedimento.

Il manifesto, 13 giugno 2007

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