L`ex capomafia di Agrigento Maurizio Di Gati nel 2002 avrebbe sollecitato il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, attraverso il boss Leo Sutera, capomafia di Sambuca di Sicilia, per avere un aiuto nell`apertura di una farmacia a Raffadali. Sutera, reggente della cosca di Sambuca di Sicilia, si sarebbe rivolto al capomafia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, all`epoca detenuto, che a sua volta avrebbe parlato con Cuffaro.

     

Scritto da Gazzetta del Sud

Lo ha sostenuto in due interrogatori resi ai magistrati della Dda di Palermo nei mesi scorsi il neo collaboratore di giustizia Di Gati. Il verbale è stato depositato agli atti del processo in cui il governatore è imputato di favoreggiamento aggravato e violazione di segreto istruttorio.

Di Gati, che deporrà martedì, racconta di avere deciso di investire in una farmacia grazie alla legge che consente a chi ha già una licenza di aprire una filiale dell`attività nelle zone vicine. Il capomafia poteva contare sull`appoggio di un farmacista di Favara, Maurizio Incorvaia, amico di un fedelissimo di Di Gati, Fabio Vella, arrestato a luglio del 2002.

Di Gati ha parlato anche delle ultime Regionali. «Tutti quelli di Cosa nostra, tutti abbiamo votato Cuffaro», sostiene in unverbale di interrogatorio.

«Prima delle elezioni regionali, parlando con Leo Sutera, – continua il collaboratore – mi diceva che c`era un grosso interessamento da parte di Cosa nostra palermitana e in più doveva esserci un grosso interessamento di Cosa nostra agrigentina per dare tutti i voti possibili a Salvatore Cuffaro, in quanto, `avendo lui come presidente della Regione, diceva, i favori per noi sono maggiori sia per i finanziamenti dei lavori sia per i progetti che ci sono nella Regione».

«Ci siamo impegnati, almeno io diedi ordine, – aggiunge Di Gati – per fare votare tutti quelli che erano a mia disposizione». «Apprendo con stupore, delle dichiarazioni del pentito Di Gati che mi riguarderebbero. Ancora una volta non posso che dire che è triste dover spiegare fatti che non esistono raccontati da persone che non conosco», replica Cuffaro.

«Non conosco – aggiunge – e non so chi siano nè Vella, nè Fragapane, ne questo fantomatico Maurizio farmacista di Favara, nè Cacciatore nè alcuno dei personaggi citati dal Di Gati ne tantomeno conosco il Di Gati, nè ho mai chiesto a lui o ad altri mafiosi di votarmi».

«Ricordo solo – prosegue – che alle elezioni del 2001 mi ha votato oltre il 60% dei siciliani, gente perbene che lavora onestamente, e se qualcuno non perbene mi ha votato con la speranza di ottenere illeciti favori ha fatto il peggior investimento della sua vita. La mia posizione sul 41 bis è nota e non và certo verso l`alleggerimento, così come non ho mai varato alcun provvedimento che potesse in qualche modo agevolare la mafia».

Gazzetta del Sud, 13 giugno 2007

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