Due delle vittime, entrambi venditori ambulanti buddisti, sono state assassinate in un villaggio della provincia meridionale di Narathiwat; il corpo di un terzo ambulante buddista, decapitato, è stato ritrovato in un sacco.
“Erano mercanti provenienti da diverse città, non sapevano che si trovavano in un villaggio ‘rosso’” hanno riferito fonti della sicurezza, definendo così una delle aree considerate più a rischio in una regione, al confine con la Malesia, abitata prevalentemente da musulmani di lingua malay che rivendicano la secessione dal resto del paese a maggioranza buddista.
In un altro incidente, una bomba è scoppiata di fronte a una scuola musulmana, nella provincia meridionale di Pattani, uccidendo un soldato buddista e ferendone un altro; a poca distanza, un altro ordigno è esploso vicino a una pattuglia dell’esercito, ferendo sette militari.
Nella provincia di Yala intanto centinaia di giovani musulmani hanno organizzato una protesta di fronte a una moschea per protestare contro l’assassinio di un religioso ucciso ieri da ignoti. Su una popolazione di 64 milioni di abitanti, sono oltre 4 milioni – secondo alcuni 6,1 – i musulmani nel paese, l’82% dei quali vive nel sud.
Gli episodi di violenza si sono intensificati dopo il colpo di stato incruento dello scorso 19 settembre, nonostante i tentativi di negoziare del Consiglio per la sicurezza nazionale, la giunta militare al potere che ha deposto l’ex-primo ministro Thaksin Shinawatra.
[FB] – THAILANDIA 13/6/2007