Sono 975 le vittime delle mine in Nepal nei primi sei mesi di quest’anno, un numero in crescita rispetto al 2003. Lo ha detto la ‘Campagna per la messa al bando delle mine in Nepal’ (Blcn), specificando che 280 persone sono morte nelle esplosioni, mentre le altre sono rimaste ferite, o disabili, oppure hanno riportato gravi shock emotivi.

     

Tra le vittime ci sono esponenti delle forze di sicurezza, ribelli maoisti e civili, fra cui anche 92 bambini. Nel 2003 i colpiti dalle mine erano 731. Il Blcn ha sollecitato il governo del Nepal a firmare il Trattato per la messa al bando delle mine, vietando l’uso, la produzione, lo stoccaggio e la vendita di questi ordigni. L’organizzazione ha inoltre suggerito all’esecutivo di Kathmandu di affrontare questo argomento durante eventuali, futuri colloqui di pace con i guerriglieri maoisti, attivi dal 1996 nel Paese asiatico per rovesciare la monarchia costituzionale e procedere a una radicale riforma agraria, in un conflitto che ha provocato diverse migliaia di morti.

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