Sei dipendenti di una società russa, due filippini (liberati qualche ora più tardi) e quattro lavoratori di varie nazionalità (un francese, un inglese, un pachistano e un olandese).

     

Scritto da Massimo Zaurrini

Questo il bilancio dei sequestri avvenuti nel fine settimana in zone differenti del Delta del Niger, sud della Nigeria, dove proseguono senza sosta le azioni dei gruppi armati di delinquenti comuni impegnati nella redditizia industria dei rapimenti ai danni di compagnie internazionali che lavorano nel settore del greggio o dell’indotto.

L’ultimo rapimento in ordine di tempo è quello avvenuto ieri mattina alla periferia di Port Harcourt quando ignoti hanno prelevato due cittadini filippini per una società di catering, West African Catering Offshore Ltd, nella zona di Bush Bar a Onne, non lontano da Port Harcourt. In serata, però, la polizia nigeriana ha annunciato la liberazione dei due filippini al termine di un’operazione di sicurezza, nella quale sarebbe rimasto ucciso almeno uno dei rapitori. Qualche ora prima, intorno alle 4 del mattino di domenica, si era verificato un altro attacco con successivo rapimento nella zona di Ikot Abassi (nello stato di Akwa Ibom, uno degli Stati che compone la regione del Delta del Niger).

Secondo la ricostruzione fornita da fonti locali, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel complesso dell’azienda nigeriana Alscon (che si occupa di lavorazione dell’alluminio) in cui operavano anche i dipendenti della società russa ‘Rusal’ prelevando sei dipendenti (russi e sudafricani) e uccidendo il loro autista. Sabato, invece, era stata la volta di quattro dipendenti (un francese, un inglese, un pachistano e un olandese) della società Schlumberg Anadril, prelevati da uomini con indosso uniformi militari all’interno del complesso residenziale in cui vivevano nella zona di Rumuogba a Port Harcourt.

Con le ultime azioni sale a una trentina il numero di persone ancora in stato di sequestro nel Delta del Niger. Il rapimento di dipendenti stranieri delle molte società internazionali che lavorano nel settore del greggio e nell`indotto viene usato come importante fonte di introiti da gruppi criminali ben armati (che normalmente rilasciano i sequestrati dopo il pagamento di un riscatto), come `arma politica` da gruppi che chiedono un maggior sviluppo delle regioni meridionali, ma anche come strumento di pressione da parte delle piccole comunità locali per chiedere la revisione degli accordi con le compagnie.

La Nigeria è il primo produttore africano di petrolio e tra i primi 7 del pianeta e la regione meridionale del Delta del Niger è considerata la cassaforte del greggio nigeriano, ma nonostante questo `tesoro` gli Stati meridionali continuano ad essere le zone più arretrate del paese.

[MZ] – NIGERIA 4/6/2007

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