Pio La Torre ucciso per impedire la rivoluzione civile in Sicilia

Pietro Ancona
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Ero segretario generale della CGIL siciliana quando Pio La Torre fu mandato dalla Direzione del PCI a guidare il PCI in Sicilia. Nelle commemorazione che si sono susseguite nel corso di questi 25 anni la sua morte è sempre fortemente legata alle sue proposte veramente incisive di lotta alla mafia. Ma Pio La Torre fu ucciso per molto di più. Fu ucciso perchè la mobilitazione dei siciliani contro i missili a Comiso era diventata una poderosa leva per un radicale cambiamento dei rapporti politici e sociali nell`Isola.

A Comiso convenivano centinaia di migliaia di persone, in particolare di giovani, certo per protestare contro l`installazione della base missilistica ma consapevoli di rappresentare tutti insieme una nuova forza per operare una radicale rivoluzione civile in Sicilia.

Pio mi diceva: Sto scuotendo l`albero della Sicilia. Cadranno frutti abbondanti per un futuro migliore!

Qualcuno avverti il pericolo rosso di questo “agitatore” che stava facendo scolorire rapidamente i cliches della politica siciliana.

Nell`equilibrio dei rapporti di forza, il milione e passa di voti democristiani erano fondamentali per il governo.

Lo scardinamento dell`equilibrio siciliano avveniva attraverso la leva della mobilitazione per la Pace e l`attacco frontale alla mafia.

Pio chiamava i mafiosi per nome e cognome!!

Questi ultimi venticinque anni spiegano bene la necessità della sua morte per il potere.

Il movimento con epicentro Comiso e la Mafia si è spento e le speranze di diecine di migliaia di giovani si sono oscurate.

Oggi abbiamo la Regione di Cuffaro che vuole privatizzare l`acqua e che ha prodotto una riforma dello Statuto che la trasforma in una satrapia di oligarchi.

Sono fiero di essere stato al suo fianco in tutte le lotte per la pace e contro la mafia e di avere rilanciato, un mese dopo la sua morte, la lotta per distruggere i patrimoni di mafia in un Consiglio Generale della CGIL siciliana presieduto dalla indimenticata Donatella Turtora.

Palermo, 29 aprile 2007

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