Semplicemente vergognoso l`episodio di estremo cinismo che si sarebbe verificato alcune notti fa agli imbarcaderi Tourist-Caronte di Villa S. Giovanni. Lo specialista del 118, insieme ad un anestesista, doveva provvedere al trasferimento urgente a Messina di un paziente in stato di coma farmacologico, di conseguenza intubato e collegato con un respiratore artificiale, destinato all`ospedale Papardo.

     

Scritto da Partito della Rifondazione Comunista

Quando, intorno alle 2.05, l`ambulanza del 118, accompagnata dall`auto dei familiari del paziente, è giunta agli imbarchi di Villa – racconta il medico – «era presente una nave che imbarcava Tir per gli approdi messinesi di Tremestieri. Abbiamo fatto presente l`urgenza del caso al personale di terra chiedendo che il traghetto potesse dirigersi verso la rada San Francesco, in modo da raggiungere in tempi più rapidi l`ospedale Papardo, considerando il rischio legato a una lunga attesa, dato che avremmo complessivamente impiegato, facendo rotta su Tremestieri, per poi raggiungere da lì il Papardo, circa 50 minuti».

La risposta dei responsabili della nave lascia emergere, in tutta la sua drammaticità, l`allarmante carenza di sicurezza del servizio di traghettamento affidato al monopolio privato che ha occhi attenti solo verso il bilancio aziendale…

«È stato contattato qualcuno a bordo della nave».- afferma il medico del 118 -«ma la risposta è stata che il cambio di destinazione, purtroppo, non era possibile».

Il mezzo di soccorso sarebbe imbarcato circa 55 minuti dopo, intorno alle 3, su un`altra nave della Tourist-Caronte, la prima diretta a San Francesco, ottenendo di partire con 5 minuti di anticipo sull`orario previsto.

Un esposto denuncia alle Procura della Repubblica di Messina e di Reggio Calabria è stata presentata da un medico dell`ospedale di Polistena, A. N., per segnalare un episodio, sicuramente da approfondire perché tocca una materia delicatissima quali i trasporti sanitari urgenti nello Stretto.

Restando a terra dalle 2.05 alle 3 si sarebbe rischiato – si legge in denuncia – «di perdere il paziente per mancanza di ossigeno».

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