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Sardegna: fuori gli americani dalla Maddalena!

Pescatori, comitati di cittadini, associazioni pacifiste e ambientaliste, istituzioni: tutti d’accordo per promuovere azioni per eliminare le servitù militari sull’arcipelago della Maddalena e bloccare il previsto ampliamento della base USA di Santo Stefano dove ormaggiano i sottomarini a capacità nucleare.

     

Dal 30 settembre e fino al 16 ottobre è in atto in Sardegna l`esercitazione Nato Destined Glory 2004 (DG-04). Si tratta di un’esercitazione a fuoco con truppe schierate ed è basata sul nuovo modello della Nato Response Force (Nrf). Comprende componenti terrestri, aeree, navali e anfibie. L`esercitazione tende a verificare la Initial Operational Capability della Nato Response Force e impegna 9.500 militari, 47 navi e 46 aerei di undici nazioni.

Belgio, Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia sono i paesi che hanno fornito le unità dotate di alta prontezza operativa in tutti gli scacchieri internazionali. La DG-04 è la più grande esercitazione anfibia della Nato nel 2004 e viene modellata come una esercitazione Nrf, anche se non tutte le forze partecipanti sono comprese nella Nrf. (vedi: http://www.paginedidifesa.it/)

Dura è stata anche questa volta la protesta dei pescatori di Capo Teulada, Sant`Anna Arresi e Sant`Antioco. Un corteo di imbarcazioni ha invaso le acque interdette alla pesca e alla navigazione, provocando la sospensione dell`esercitazione. I pescatori della costa sud occidentale della Sardegna da tempo chiedono la fine delle esercitazioni militari e risarcimenti per i danni alla pesca.

Nei giorni scorsi, anche il presidente della Giunta regionale, Renato Soru, si era espresso contro la presenza militare sull’isola, annunciando di voler intraprendere subito alcune iniziative importanti. La prima, finalizzata a togliere il sigillo della «secretazione» ai patti internazionali sottoscritti dall`Italia con gli Stati Uniti nel 1972, i quali sancirono la nascita della base di appoggio per sommergibili a propulsione nucleare. La seconda, volta a raggiungere un traguardo più impegnativo: chiudere la struttura. «I progetti di sviluppo nell`area non sono compatibili con unità d`appoggio per sommergibili nucleari armati», ha sottolineato Soru rispondendo in consiglio a due interpellanze presentate dai consiglieri di Rifondazione comunista. «Assicurare la massima sicurezza – ha aggiunto Soru – è uno degli obiettivi principali della Regione» (Il Manifesto l`1 ottobre 2004).

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