Alla fine, pare, si è convinto pure il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. rispondendo in parlamento ad un’interrogazione parlamentare sulle modalità di utilizzo dei fondi destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, Di Pietro ha infatti ammesso che i soldi non verranno destinati alla realizzazione della megaopera. Né soprattutto che si pagherà alcuna penale come invece viene richiesto dai vertici di Impregilo, la società a capo della cordata vincitrice della gara per il general contractor.

     

Scritto da Antonio Mazzeo

Lo stesso ministro starebbe stilando una lista di opere da realizzare in Calabria e in Sicilia utilizzando una parte dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto. In mattinata è stata pure siglata un’intesa tra il dicastero alle Infrastrutture, i governatori Salvatore Cuffaro e Agazio Loiero, il presidente di Anas Pietro Ciucci (Ad della Stretto di Messina Spa, concessionaria del Ponte) e il presidente di Rfi Rainer Masera, per concordare le possibilità di utilizzo e i criteri di ripartizione dei fondi previsti dal comma 1152 della Finanziaria e delle risorse ex Fintecna accantonate per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

Nello specifico alla Sicilia arriverebbero 1,05 miliardi, dalla Finanziaria, più altri 970 milioni dalle risorse del Ponte. Per quanto riguarda la Calabria, invece, ci sarebbero 450 milioni in tre anni, in base alle disposizioni della manovra 2007, e 400 milioni dai fondi ex Fintecna.

Di Pietro ha annunciato un nuovo incontro con i presidenti delle regioni Calabria e Sicilia in cui sarà firmato il documento che stabilirà le opere prioritarie da realizzare. “Sia per la Calabria che per la Sicilia si tratterà di infrastrutture per la viabilità secondaria”, ha spiegato Di Pietro. “Le Regioni e il Ministero svolgeranno nei prossimi giorni, ciascuno per la parte di propria competenza, le opportune istruttorie e il prossimo 9 maggio ci rivedremo per valutare l’elenco delle opere sulle quali investire queste importanti risorse, circa 2 miliardi per la Sicilia e quasi un miliardo per la Calabria. Risorse, è bene ricordarlo, che sono aggiuntive, rispetto a tutto quanto già stanziato dal Governo per queste due Regioni, con i finanziamenti per la Salerno-Reggio Calabria, quelli del Quadro strategico nazionale e gli accordi pluriennali con Anas e Rfi”. “Ho chiesto ai due Governatori – ha concluso Di Pietro – di darci indicazioni sulle opere che ritengono prioritario realizzare con i fondi a disposizione. Fedeli al principio del federalismo responsabile, vogliamo infatti concertare con loro quali infrastrutture realizzare”.

Il ministro ha infine annunciato di aver sottoscritto con la Sicilia l`atto integrativo dell`Accordo generale quadro tra il Governo e la Regione, che permette di sbloccare gare e procedure relative ad ulteriori opere.

Al termine dell’incontro Salvatore Cuffaro ha comunque ribadito la volontà a difendere contro tutti il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto. “Le opere che realizzeremo con i fondi ex Fintecna – ha dichiarato ai giornalisti – non sono per noi ex Ponte di Messina, ma pro Ponte di Messina. Significa che le opere che verranno realizzate con queste risorse dovranno essere utili anche alla futura costruzione del ponte. Noi continuiamo a pensare che il ponte sullo stretto sia un`opera che si debba realizzare, soprattutto per completare il corridoio Palermo-Berlino. Programmeremo, quindi, l’utilizzo di queste risorse in modo che siano l’inizio della possibilità di costruire il ponte e non la fine di un’idea realizzabile e fondamentale per l’economia dell’Isola”.

Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org

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