Nella Relazione al Parlamento della DIA (Direzione Investigativa Antimafia), Relativa al Secondo semestre 2003, la mappa delle cosche e i vecchi/nuovi rapporti di forza.

     


Stanno mutando pelle le organizzazioni criminali italiane: sempre più estese a livello internazionale, agiscono in tutti i settori illegali, con particolare riferimento al traffico di droga ed al riciclaggio. Se la mafia privilegia la fase di “inabissamento” per meglio infiltrarsi nel tessuto economico e finanziario, la `ndrangheta continua a mantenere la leadership del crimine.

E` quanto emerge dalla relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia, (Dia) che si riferisce al secondo semestre del 2003. Cosa Nostra appare intenta a privilegiare la tecnica dell`inabissamento, evitando un`aperta conflittualità con lo Stato e anche quella tra clan rivali, in nome della pacifica spartizione dei guadagni illeciti. E sono ancora il superlatitante Bernardo Provenzano e il detenuto Totò Riina le menti di Cosa Nostra. A questi si aggiunge Leoluca Bagarella, anch`egli detenuto, alter ego di Riina per la sua propensione alla violenza.

Mentre la `ndrangheta, secondo la Dia, è l`organizzazione criminale «più compatta e meno visibile sul territorio, sempre più pericolosa e pervasiva».

Gli `appetiti` della camorra sono tutti rivolti verso le grandi opere pubbliche al Sud, in particolare l`alta velocita` e l`autostrada Salerno-Reggio Calabria. “Il contesto offre un fertile terreno per le organizzazioni camorristiche, che potrebbero tentare l`accaparramento delle ingenti risorse economiche investite“, sottolinea la Direzione investigativa antimafia, avvertendo che contemporaneamente “in Campania sono sorti nuovi gruppi criminali, totalmente autonomi rispetto ai tradizionali sodalizi di tipo mafioso, che fin dai primi passi hanno palesato grande conflittualita` tra loro“.

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