Quattro parlamentari di Rifondazione Comunista presentano un`interrogazione al Ministro dei Trasporti in cui si denuncia lo smantellamento in atto del sistema dei trasporti navali nello Stretto di Messina e si chide un`inversioe di tendenza per rinnovare e potenziare le unità navali, quale unica alternativa al Ponte.

     

Scritto da Mario Ricci

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00722 presentata da

MARIO RICCI

martedì 13 marzo 2007 nella seduta n.125

MARIO RICCI, MIGLIORE, OLIVIERI e LOCATELLI. –

Al Ministro dei trasporti.

– Per sapere – premesso che:

le risposte del Sottosegretario Gentile in merito al servizio di traghettamento nello stretto di Messina, in risposta ad un`interpellanza urgente presentata e discussa nell`aula della Camera dei deputati nella seduta di giovedì 8 marzo 2007, mancano di alcune precisazioni utili a far chiarezza con riguardo alla vertenza in atto;

il Sottosegretario ha fatto riferimento alle tabelle di armamento «definitive» per le navi Riace ed altre, approvate dal ministero dei trasporti nel dicembre 2004, con 10 persone di equipaggio;

in realtà, si tratta delle tabelle di armamento di 5 navi (Riace, Fata Morgana, Enotria, Agata, Pace), approvate in via definitiva dal ministero dei trasporti in data 9 dicembre 2004;

le cinque tabelle delle navi di Rete ferroviaria italiana sono state, però, sospese dal tribunale amministrativo regionale e la sospensiva è stata confermata in appello;

le tabelle definitive di Riace, Fata Morgana, Agata, Pace, approvate dal ministero dei trasporti in data 9 dicembre 2004, sono state tutte sospese dal tribunale amministrativo regionale di Reggio Calabria in data 23 marzo 2005, con le seguenti ordinanze: Riace n. 103 del 2005; Fata Morgana n. 102 del 2005; Agata n. 104 del 2005; Pace n. 101 del 2005;

l`ordinanza di sospensiva è stata confermata dal Consiglio di Stato, a seguito di ricorso proposto da Rete ferroviaria italiana, con le seguenti ordinanze emesse in data 21 giugno 2005: Riace n. 2858 del 2005, Agata n.2857 del 2005, Pace n. 2859 del 2005; per la nave Enotria il tribunale amministrativo regionale di Catania ha disposto la sospensiva della tabella definitiva approvata il 9 dicembre 2004 dal ministero dei trasporti; la sospensiva è stata confermata dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana;

successivamente il tribunale amministrativo regionale di Catania ha inspiegabilmente ribaltato il primo giudizio ed ha accettato il ricorso di Rete ferroviaria italiana; in atto è pendente il ricorso del sindacato Sasmant e della segreteria regionale di Filt/Cgil presso il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana di Palermo;

al momento, le navi di Rete ferroviaria italiana navigano con le seguenti tabelle: Riace 12 unità di equipaggio, Fata Morgana 12 unità di equipaggio, Enotria 10 unità di equipaggio (da alcuni giorni naviga con 7 persone), Agata e Pace sono state cedute alla società Enermar e sostituite con le navi Budelli e Razzoli, che hanno una tabella di 12 unità;

risulta inspiegabile come la capitaneria di porto di Messina abbia potuto rilasciare tabelle di armamento ridotte a 7 unità di equipaggio, contraddicendo clamorosamente il giudizio di due tribunali amministrativi regionali diversi (Reggio Calabria e Catania), il Consiglio di Stato e il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, che avevano bocciato le tabelle definitive a 10 persone, giudicandole «sensibilmente e palesemente insufficienti a garantire le condizioni minime di sicurezza»;

in merito alla presunta similarità delle navi che solcano lo stretto, occorre precisare che le navi di Rete ferroviaria italiana, pur presentando caratteristiche totalmente diverse dalle navi dei privati, sono candidate a tabelle con 7 unità di equipaggio; lo stesso Sottosegretario ha confermato che sono navi dotate di binari adibite anche al trasporto di ferrocisterne e carri ferroviari; non risulta, inoltre, che la composizione qualitativa delle tabelle di Rete ferroviaria italiana e dei privati sia uniformata: infatti, sulle navi private – sia nelle tabelle a 7 che in quelle a 10 unità – mancano alcune figure professionali essenziali, tipo l`elettricista di bordo;

sarebbe auspicabile che l`attenzione del Governo si concentrasse sulla vetustà della flotta ferroviaria, per garantire sicurezza ed efficienza del servizio di trasporto marittimo; risulta, infatti, poco esaustiva la risposta del Sottosegretario Gentile, che si limita a confermare l`aleatoria intenzione di Rete ferroviaria italiana di sostituire tre unità navali entro i prossimi tre anni;

la condizione delle navi che dovrebbero rappresentare la sicurezza e l`efficienza del servizio pubblico assume, data la loro vetustà, i connotati dell`urgenza: Iginia 38 anni, Sibari 37 anni, Rosalia 35 anni, Villa 22 anni, Scilla 22 anni;

nel resto del mondo civile non esiste una flotta così vetusta e nei Paesi del Nord Europa navi con 10 anni di età vengono radiate;

l`incidente drammatico del 15 gennaio 2007, che è costato la vita a quattro lavoratori marittimi, ha comportato la convocazione dal parte del Ministro interrigato di una riunione, in data 7 febbraio 2007, fra tutte le parti sociali assieme alle istituzioni locali, nella quale è stata decisa l`istituzione del comitato per la sicurezza nello stretto di Messina;

in attesa delle conclusioni dei lavori del suddetto comitato, sarebbe stato quanto mai opportuno sospendere la «sperimentazione» delle tabelle di armamento con la riduzione a 7 persone di equipaggio; tale «sperimentazione» – comunque agita dai dirigenti di Rete ferroviaria italiana e contestata dalle organizzazioni dei lavoratori – ha portato alla decisione da parte di Rete ferroviaria italiana di mettere in atto il disarmo della nave Enotria, con la motivazione di non poter reggere la concorrenza dei privati;

la battaglia contro il ponte sullo stretto – voluto dal precedente Governo e vinta dallo schieramento di centro-sinistra con i cittadini siciliani e calabresi – rischia di essere inficiata da una gestione del trasporto marittimo condotta con le ciniche logiche di mercato, che hanno ridotto la mobilità marittima all`attuale degrado; i cittadini hanno detto «no» al ponte, con la certezza di un impegno del Governo volto al rafforzamento del servizio di traghettamento;

la protesta dei lavoratori marittimi dello stretto rappresenta la rabbia di tutto il popolo siciliano, che manifesta il timore di un tentativo d`isolamento della regione attraverso il «tappo» dello stretto: la riduzione del numero dei treni verso la Sicilia, il ridimensionamento delle risorse destinate agli obblighi di servizio pubblico (157,9 milioni di euro nel 2005 e 121,5 milioni di euro nel 2006), i programmi di dismissione di Rete ferroviaria italiana e Trenitalia, la crescente precarietà del lavoro sono interpretati dai siciliani come segno di abbandono da parte del Governo;

nell`attivo regionale delle organizzazioni sindacali siciliane, tenutosi a Palermo l`8 marzo 2007, il sindacato siciliano ha deliberato, unitariamente, lo sciopero regionale contro le politiche di dismissione delle Ferrovie dello Stato -:

quali iniziative intenda intraprendere per rinnovare la flotta marittima dello stretto, al fine di corrispondere alla domanda di mobilità di una popolazione di circa 7 milioni di cittadini – tale cifra si moltiplica durante il periodo delle vacanze estive e delle festività natalizie e pasquali – per garantire la qualità del servizio e la sicurezza degli utenti e dei lavoratori, anche alla luce del drammatico incidente che ha visto coinvolta, pochi mesi fa, la nave Segesta. (3-00722)

Sull'autore