La mancanza di una risposta ufficiale del Consiglio dei Ministri sulle sorti della procedura di scioglimento del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, ha creato un clima politico torbido ed incerto.

     

Scritto da Tindaro Bellinvia

Stando alle dichiarazioni rese dal senatore Nania in due recenti interrogazioni al Senato, sembrerebbe che lo scioglimento del Comune di Barcellona fosse solo una fissazione di Sonia Alfano e di pochi esponenti nazionali del centro-sinistra con un esplicito riferimento all’on. Giuseppe Lumia.

E’ un tentativo indegno di isolare persone che con le loro denuncie hanno sicuramente infastidito i santuari del malaffare e della collusione con il potere mafioso di Barcellona. La verità è che sono tanti i pezzi della società civile e della politica che, ognuno con il proprio linguaggio e la propria storia, hanno detto basta alla mafia ed ai suoi amici che si sono installati anche nei palazzi delle istituzioni.

Organizzazioni politiche, sociali, sindacali e culturali (come la CGIL, CISL e UIL, come l’ARCI con la Carovana Antimafia, come la battagliera Sinistra Giovanile e nuove associazione come la Smasher) e organi d’informazione come il mensile “la Città di Barcellona P.G.” (edito fino a metà 2003) o il sito “terrelibere.org” da anni lavorano tra gli alti bassi (purtroppo classici del movimento antimafia) per sradicare questo tumore maligno che rovina ogni cosa.

Dall’anno scorso grazie anche alla spinta data al movimento antimafia dalla candidatura di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Siciliana e alla costituzione a Barcellona di un comitato in suo sostegno la mobilitazione si è intensificata e moltiplicata. Il pericoloso inquinamento delle istituzioni da parte di personaggi coinvolti a vario titolo in inchieste della magistratura o assidui frequentatori di mafiosi è stato messo in risalto grazie alla presentazione pubblica di stralci della relazione di minoranza della Commissione Parlamentare Antimafia.

Anche dopo che si è avviato l’iter ispettivo per lo scioglimento degli organismi amministrativi del comune in tanti abbiamo alzato la voce per chiedere al più presto che le istituzioni tornassero ad essere sicuri riferimenti per i cittadini: lontani dall’ombra del condizionamento mafioso.

L’Unione in un pubblico manifesto a settembre dell’anno scorso ha espresso pesanti dubbi sul tentativo dei Nania di difendere se stessi e il loro discutibile operato dietro il buon nome della città e ha presentato l’eventuale scioglimento come possibilità di bonifica delle istituzioni e non come una clava su un’amministrazione di colore diverso.

Ad ottobre il Movimento “Città Aperta” ha intrapreso nei confronti del Ministero degli Interni una formale richiesta di accesso agli atti del procedimento amministrativo per conoscere l’esito della relazione ispettiva e ha ribadito la sua richiesta di chiarezza al Governo in occasione della pubblica presentazione del movimento in novembre alla presenza dell’On. Rita Borsellino (leader dell’Unione in Sicilia).

Qualche settimana fa con una missiva firmata da tutti i responsabili dei partiti dell’Unione di Barcellona Pozzo di Gotto e dal responsabile di Città Aperta si è chiesto a tutti i massimi organi del paese (e per conoscenza ai leader nazionali e regionali dell’Unione) un definitivo chiarimento con un provvedimento di scioglimento o di archiviazione.

E’ nostra comune convinzione che lo scioglimento del Comune, lungi dal “gettare fango su un’intera città”, costituirebbe una medicina per una democrazia malata ed un primo passo affinché venga posta al centro della discussione politica cittadina il problema della questione morale quale

snodo inevitabile verso un miglioramento vero di Barcellona. Sostenere il contrario ci sembra un modo per avallare il sistema mafioso-clientelare che ha condizionato e continua a condizionare la vita della nostra città.

Movimento Civico Città Aperta – Comunicato stampa del 13 febbraio 2007

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