Con un esposto alla Procura distrettuale antimafia, l`avv. Fabio Repici denuncia lo show in Consiglio comunale di Maurizio Marchetta, personaggio vicino al boss Sem Di Salvo. Inauditi gli attacchi di Marchetta alla Dda di Messina e all`ex comandante dell`Arma dei carabinieri. Barcellona si conferma vera e propria capitale di mafia. Cresce l`arroganza tra i politici graziati dal Ministro Amato, il quale si ostina a non firmare lo scioglimento del Consiglio comunale.

     

Scritto da Fabio Repici

Al Procuratore distrettuale antimafia presso il Tribunale di Messina

dr. Luigi Croce

Al Presidente del consiglio dei Ministri

On. Romano Prodi

Al Ministro dell`Interno

On. Giuliano Amato

Ai componenti della commissione antimafia

Oggetto: amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto

Faccio seguito alla mia nota del 25 gennaio 2007, inviata agli organismi politici destinatari anche della presente, relativa alla procedura di scioglimento dell`amministrazione comunale di Barcellona P.G. per condizionamenti mafiosi, per segnalare quanto segue.

La sera del 29 gennaio, si è riunito il consiglio comunale di Barcellona P.G.. In quella sede, fuori da ogni programma all`ordine del giorno, è intervenuto il vicepresidente del consiglio, il noto Maurizio Marchetta, imprenditore edile, indagato per associazione a delinquere e turbativa d`asta e intimo amico del boss mafioso Salvatore Di Salvo.

Marchetta ha dedicato l`intero suo intervento alla procedura di scioglimento dell`amministrazione comunale, soprattutto in relazione alle censure, mosse a quell`amministrazione, riguardanti la sua stessa persona, le sue pendenze giudiziarie e le sue allarmanti frequentazioni mafiose.

Il vicepresidente Marchetta ha così pensato bene, alla presenza del pubblico che assisteva alla seduta consiliare, di sferrare un violentissimo e volgarissimo attacco all`A.g. che ha condotto le indagini del procedimento c.d. “Omega” (la D.d.a. di Messina), condito di affermazioni false, come quelle secondo cui la Corte di cassazione in quel procedimento, anziché sancire l`inutilizzabilità di alcune prove derivanti da intercettazioni che presentavano vizi di forma (come effettivamente accaduto), avrebbe affermato (cosa naturalmente irreale) che l`ipotizzata mafiosità dei fatti contestati fosse stata una posticcia costruzione dei magistrati e che, viceversa, le ipotesi di reato ritenute plausibili dal Giudice di legittimità fossero “volgari” turbative d`asta.

Tralascio, naturalmente, in questa sede, di commentare le opinioni di un rappresentante istituzionale (purtroppo, tale è Marchetta) che quasi si compiace di essere accusato quale manipolatore di appalti pubblici. Tralascio pure di sottolineare l`uso privatistico fatto da Marchetta del suo ruolo istituzionale per tutelare la propria onorabilità (da lui stesso, peraltro, offesa).

Sono, invece, costretto a sollecitare l`attenzione dei destinatari della presente, perché Marchetta, dopo aver fatto quanto sopra, si è profuso in un ancor più violento, aggressivo e offensivo attacco ai danni del Cap. Domenico Cristaldi, fino ad un anno e mezzo fa Comandante della Compagnia dei carabinieri di Barcellona P.G.. In particolare, Marchetta ha ripetutamente insultato quell`ufficiale in relazione ad attività di polizia da quegli evidentemente svolta nell`ambito del procedimento di prevenzione patrimoniale che tempo fa aveva portato al temporaneo sequestro dei beni del vicepresidente del consiglio comunale, poi definitosi con provvedimento liberatorio emesso dal Tribunale di Messina, sezione misure di prevenzione (il quale collegio, per quanto mi consta, ha deciso senza poter avere contezza delle dichiarazioni nelle more rese dal collaboratore di giustizia Santo Lenzo circa il ruolo dell`impresa Marchetta quale proiezione economica della famiglia mafiosa barcellonese).

L`assalto di Marchetta nei confronti del Cap. Cristaldi (indicato quale responsabile dei propri guai giudiziari, evidentemente ritenuti privi di fondamento, e addirittura accusato di aver dichiarato il falso in atti a sua firma presenti nel procedimento di prevenzione patrimoniale) è giunto a livelli così eclatanti che il presidente dell`assemblea ha invitato (secondo quanto è sembrato, non tanto per censurare l`intervento del consigliere, né per tutelare l`onore dell`ufficiale, quanto invece per evitare la sovraesposizione del consiglio comunale, giusto in questo momento) per due volte Marchetta ad evitare le aggressioni ad personam. Risultato invano il tentativo di mitigare l`esagitato intervento di Marchetta, il presidente del consiglio ha finito per deliberare l`allontanamento del pubblico dall`aula consiliare e la prosecuzione dell`assemblea in seduta segreta. Come a dire che Marchetta poteva continuare a sproloquiare purché non fosse sentito da orecchie estranee, sempre nell`ottica della tutela del consiglio comunale da se medesimo.

Ora, io ho già rappresentato pubblicamente l`incresciosa condizione di materiale impraticabilità democratica della città di Barcellona Pozzo di Gotto ed ho già segnalato sia le abnormi situazioni che imporrebbero seduta stante lo scioglimento dell`amministrazione comunale per condizionamenti mafiosi sia le motivazioni che hanno indotto il Prefetto Scammacca prima a indebitamente impedire per anni l`avvio della procedura ispettiva e da ultimo a tentare (come appreso dai giornali) di scongiurare lo scioglimento con una relazione a sua firma dietro interpello del Ministro. Dubito che il Prefetto oggi rassegnerà al Ministro dell`Interno una relazione sui fatti sopra riferiti.

Anzi, son certo che non lo farà. Tuttavia, gli organi in indirizzo devono sapere (e a tal fine scrivo la presente) qual è il livello di degrado morale nel quale sono sprofondate le istituzioni a Barcellona P.G., se è possibile che, senza il freno di alcuno, un soggetto come Maurizio Marchetta, che dovrebbe quanto meno per pudore evitare pubbliche esposizioni personali, può miserabilmente sbeffeggiare l`onore di organi istituzionali nella sua impersonalità (la D.d.a. di Messina, ad esempio) e perfino personalmente di quei soggetti istituzionali, come il suddetto Cap. Cristaldi, che hanno nobilmente rappresentato lo Stato in quella città.

Segnalo quanto sopra al Procuratore distrettuale antimafia per ogni determinazione del proprio Ufficio che dovesse ritenere opportuna. Mi rivolgo, altresì, al Presidente del consiglio dei Ministri ed al Ministro dell`Interno per ribadire che la protrazione della loro ingiustificata inerzia a decretare lo scioglimento dell`amministrazione comunale di Barcellona P.G. è causa dell`imputridimento morale della situazione locale. E mi rivolgo al membri della Commissione parlamentare antimafia per chiedere Loro di non accrescere ulteriormente il ritardo nel prendere in esame le condizioni di quella capitale di mafia che è Barcellona Pozzo di Gotto.

Distinti saluti,

Fabio Repici

Messina, 30 gennaio 2007

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