Con una lettera aperta al presidente del consiglio Romano Prodi, e al ministro degli Interni Giuliano Amato, alcune associazioni antimafia ricostruiscono la scandalosa vicenda del ritardo nella firma dello scioglimento per mafia del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). `Un segno inequivocabile che il Governo ha rinunciato ad una politica di lotta alla criminalità mafiosa?`.

     

Scritto da Sonia Alfano

Al Presidente del Consiglio dei Ministri – On. Romano Prodi

Al Ministro dell`Interno – On. Giuliano Amato

p.c. agli organi d`informazione

Oggetto: mancato scioglimento dell`amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto: Ministro Amato, la mafia continua a vincere?.

Ormai da molti mesi la procedura di scioglimento dell`amministrazione comunale di Barcellona P.G. per infiltrazioni mafiose vive una condizione di sospensione. Già ad agosto scorso la Gazzetta del Sud aveva reso noto che la commissione ispettiva aveva, nel precedente mese di luglio, completato i suoi lavori di accertamento e consegnato al Ministro dell`Interno una corposa relazione che concludeva, lapidariamente, per la necessità dell`azzeramento dell`amministrazione. L`articolo non incontrò smentita. Pochi giorni dopo, un articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia aveva comunicato ai cittadini che il Ministro dell`Interno aveva già predisposto il decreto di scioglimento da far approvare al Consiglio dei Ministri. Anche quest`articolo non incontrò smentita. Da quel momento sono iniziati, ad opera del Sindaco di Barcellona P.G. e di altre personalità politiche a lui vicine, i tentativi di ottenere un incontro con il Ministro.

Lo stesso Sindaco Nania diede notizia, attraverso ripetute interviste rilasciate a varie testate, del fatto di essere stato ricevuto da alti funzionari del Viminale e di avere dimostrato agli stessi l`insussistenza, a suo dire, dei presupposti per lo scioglimento dell`amministrazione comunale da lui guidata: come se fosse normale che il responsabile di un`amministrazione sulla quale piovono pesanti addebiti di mafiosità abbia titolo per interloquire ( e sia di fatto ammesso a farlo) sull`adozione di un provvedimento che presuppone il suo allontanamento per la cessazione del controllo mafioso sull`attività amministrativa. Per l`ennesima volta, non giunsero smentite alle dichiarazioni del Sindaco. Ancora, il settimanale Centonove, a più riprese (l`ultima appena una settimana fa), ha riferito che la procedura di scioglimento dell`amministrazione comunale di Barcellona P.G. sarebbe stata sacrificata sull`altare di un accordo sottobanco fra esponenti vicini a quell`amministrazione e importanti esponenti dell`attuale maggioranza parlamentare. Nemmeno al riguardo sono giunte smentite. Da ultimo, il senatore Nania, nel corso di un comizio tenuto domenica pomeriggio in piazza a Barcellona P.G., ha affermato di aver ricevuto personalmente dal Ministro dell`Interno confidenze secondo le quali il Ministro stesso non reputa sussistere i presupposti per lo scioglimento dell`amministrazione comunale ma che non è detto che egli riesca a respingere le poderose pressioni che gli vengono rivolte da personaggi che ambirebbero allo scioglimento per bieche convenienze politiche. Nemmeno in quest`occasione si sono ascoltate smentite.

Ora, le ragioni che imporrebbero lo scioglimento per mafia dell`amministrazione comunale di Barcellona P.G. sono note a tutti coloro che conoscono le condizioni di quella città. A Barcellona P.G. si è ormai arrivati, perfino, all`impraticabilità dell`ordinaria vita democratica, come dimostrato dalla turbativa violenta posta in essere dai facinorosi, dichiaratamente vicini all`amministrazione comunale ed al circolo Corda Fratres, intervenuti violentemente in occasione di una conferenza tenutasi l`8 gennaio scorso in ricordo di Beppe Alfano, per il 14° anniversario dell`uccisione del giornalista.

Ciò che desta sgomento, piuttosto, è che i provvedimenti che dovrebbero garantire la legalità democratica e porre fine alle infiltrazioni mafiose nei pubblici poteri soggiacciano ad un`ingiustificabile e intollerabile lentezza, che da sola fornisce sorprendente conferma alle indiscrezioni pubblicate dalla stampa.

Certo è che, da oggi, ogni ulteriore giorno di ritardo nella definizione della procedura avviata nella primavera scorsa sarà considerato come inequivocabile segno che il Governo ha rinunciato alle promesse fatte in campagna elettorale circa l`adozione di politiche ferme e rigorose a tutela della legalità e a consolidamento della lotta alla criminalità mafiosa.

Sonia Alfano (figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona P.G. l`8 gennaio 1993);

Angela Gentile e Gioacchino Manca (genitori di Attilio Manca, medico barcellonese ucciso il 12 febbraio 2004);

Giuseppe Geraci (figlio del sindacalista Domenico Geraci ucciso a Caccamo );

Fabio Repici (avvocato dei familiari di Beppe Alfano, Attilio Manca e Graziella Campagna);

Antimafiaduemila (periodico di informazione antimafia);

Associazione Antimafia “Rita Atria”;

A67 Gruppo musicale di Scampia – Napoli;

Movimento studentesco “contro `o sistema” – Napoli;

Elena Fava (Presidente della Fondazione Giuseppe Fava);

Fondazione Antonino Caponnetto

Terrelibere.org (sito web di informazione antimafia);

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