La Heineken ha deciso di chiudere a Messina e di investire a Massafra, prov. di Taranto, in Puglia. La olandese Heineken è una dei grandi colossi produttori di birra che rileva piccole aziende e poi le chiude concentrando la produzione nei grandi stabilimenti, detiene il 40% del mercato e dove arriva impone le sue regole, la prima si chiama concentrazione e così dove prima lavoravano migliaia di lavoratori in decine di stabilimenti oggi escludendo Messina ne rimarebbero circa un migliaio concentrati in 4 grandi fabbriche – Pollein (AO), Massafra (TA), Comun Nuovo (BG), Assemini (CA)-.

     

Scritto da Giuseppe Previti

La Birra Messina nata nel 1923 come Birra Trinacria, nel 1988 entra nel gruppo DREHER SpA che è oggi HEINEKEN ITALIA, nel 1990 la Heineken aveva chiesto agli Enti Locali la disponibilità di un altro sito in zona Asi a Giammoro ed al rifiuto dopo 9 anni, nel 1999 , ha dismesso l`impianto di produzione e la birra trasferita nello stabilimento di Massafra che è stato potenziato per la produzione; a Messina è rimasto solo l`imbottigliamento, alla fine di quest`anno, secondo loro, non rimarrà neanche quello!

Infatti il 10.01.2007 la Heineken Italia ha annunciato che la fabbrica della Birra Messina chiuderà entro il mese di settembre con il risultato di mandare a casa 54 dipendenti, 11 addetti alle vendite e 11 lavoratori stagionali.

L`alternativa al licenziamento che viene offerta dalla Multinazionale della HEINEKEN ai lavoratori messinesi è il trasferimento a Massafra.

Le motivazioni industriali alla base della decisione fanno riferimento alla posizione logistica essendo al centro della città non permette uno sviluppo industriale, alle caratteristiche degli impianti che sono obsoleti , la tipologia produttiva e la incidenza dei costi di trasporto.

Noi non ci stiamo!

Noi non condividiamo le motivazioni addotte ed al contrario rivendichiamo maggiore produttività e di migliorare la qualità del prodotto, contestiamo la cessazione dell`attività e l`apertura della mobilità dei lavoratori in scadenza nel mese di settembre, ma soprattutto rivendichiamo il diritto di lavorare nella nostra terra, di stare accanto ai nostri figli e di migliorare questa città alla mercè dei potenti di turno.

Peraltro questo stabilimento per l’anno 2006 è andato oltre agli obiettivi aziendali che prevedevano circa 500.00 ettolitri infatti ha imbottigliato quasi 600.000 ettolitri di birra.

Così si mina la già fragile economia locale e la chiusura della fabbrica comporterebbe, tra diretto ed indotto, la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Non si può accettare la chiusura della Birra Messina, non si può mandare giù un altro boccone amarissimo per questa città!

Quasi tutte le fabbriche di questa Provincia e di questo Comune hanno chiuso i cancelli, tutte le più rinomate ditte artigiane, una volta andati in pensione i vecchi proprietari, non hanno continuato l“attività e pertanto si sono perse professionalità e ricchezza.

La Birra Messina è stata una parte vitale della città, ha dato occupazione e prodotto ricchezza, è stata un simbolo per il lavoro e vanto per i messinesi che hanno visto il marchio/bandiera essere presente oltre che in tutta la regione ed in campo nazionale anche in America.

E` inutile piangere sugli errori del passato, sulle scelte poco lungimiranti dei governi locali, regionali e nazionali e sugli errori delle OO.SS. che hanno accettato piani di ristrutturazioni molto discutibili che hanno danneggiato i lavoratori e della città, diventate oggi ferite mortali.

Non ci sono più scusanti, devono intervenire la Regione ed il Governo Nazionale affinché vengano incoraggiati altri privati che investano su questa fabbrica, sulla produzione, sulla Birra Messina ed il confronto con le OO.SS. deve essere serrato e condiviso con i lavoratori.

La Birra Messina rappresenta un simbolo della città di Messina inscindibilmente legato alla sua storia ed alla sua comunità, dismettere la fabbrica potrebbe portare a speculazioni edilizie vista la destinazione urbanistica, appartamenti o supermercati.

E` preoccupante la situazione anche per i futuri risvolti sociali e di ordine pubblico che la chiusura dello stabilimento provocherebbe in una città già fortemente degradata da un tasso di disoccupazione molto elevato e con una presenza diffusa di criminalità.

La città tutta si deve unire a questa lotta e manifestare solidarietà vera che faccia sentire ai lavoratori tutto il sostegno necessario e se la situazione degenerasse, con manifestazioni e solidarietà economica.

Messina 12.07.2007

Gruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista alla Provincia di Messina

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