Dopo la misteriosa scomparsa di Carlos Castaño Gil, capo supremo delle Auc, e la concessa estradizione negli Usa di Juan Carlos Sierra per narcotraffico, altro colpo di scena all’interno dello schieramento paramilitare che sta negoziando la discussa pacificazione con il governo di Alvaro Uribe.

     

Ucciso il 21 settembre scorso Miguel Arroyave, detto ‘Arcángel’, capo del ‘Bloque Centauros’ delle Auc (Autodifese unite della Colombia). Secondo fonti del Departamento administrativo de seguridad (Das), sarebbe stato ucciso insieme ai quattro uomini della sua scorta in una zona rurale del comune di Puerto Lleras, nel dipartimento di Meta (est del Paese, 300 chilometri a sudes della capitale Bogotá).

Arroyave, uno dei negoziatori delle Auc, era stato autorizzato dal governo ad uscire dalla cosiddetta ‘zona di ubicazione’ creata a Santa Fe de Ralito per ospitare i colloqui di pace tra l’amministrazione Uribe e i paramilitari. Il permesso era stato concesso affinché il comandante potesse recarsi nel Meta, dove lo avrebbero atteso alcuni suoi collaboratori, per discutere delle modalità di disarmo degli uomini al suo comando, circa 6.000 armati attivi nella vasta regione petrolifera degli Llanos Orientales.

“L’impegno di Arroyave era quello di riunire i suoi uomini per procedere a una immediata smobilitazione” ha riferito l’alto commissario per la pace del governo Luis Carlos Restrepo, citando parole pronunciate dallo stesso presidente Alvaro Uribe.

Il giorno dopo l’uccisione sono state le stesse Auc a rivelare il nome del presento assassino, affermando che si è trattato di una faida interna al gruppo armato, impegnato in un difficile processo di definizione dei termini del negoziato con Bogotá. In un comunicato, i vertici paramilitari affermano che l’uccisione di Arroyave è stata ordinata da Pedro Oliva Castello, alias ‘Didier’, rivale della vittima e capo del fronte ‘Guaviare’ nell’omonima regione, situata 450 chilometri a sudest della capitale.

Sergio Caramagna, capo della missione di verifica dell’Organizazión de estados americanos (Oea) ha auspicato che questo fatto di sangue non blocchi il processo di pace tra Bogotá e i paramilitari. L’Oea, ha aggiunto Caramagna, “mantiene grande determinazione sul fatto che il processo debba andare avanti e non subire arresti”.

Il ministro degli Interni e della Giustizia, Sabas Pretelt, ha escluso che l’omicidio possa avere ripercussioni negative sul processo di pace. L’attenzione dei negoziatori è ora puntata sul nome del successore di Arroyave.

È probabile che il suo ruolo venga rilevato da Andrés Camilo, dirigente ‘politico’ dello schieramento di Aroyave, 46 anni, sedicente nipote del fondatore dei paramilitari del Casanare. In quanto alla volontà di smobilitazione del ‘Bloque Centauros’, questa è stata ribadita in un comunicato inviato dai ‘paras’ al governo.

I colloqui di pace, avviati formalmente il primo luglio scorso tra l’amministrazione Uribe e Auc, dovrebbe portare, almeno sulla carta, al disarmo di 15.000-20.000 combattenti illegali entro il dicembre 2005.

Fonte: Agenzia Misna

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