Lo scorso novembre Immobiliare Lombarda, gruppo Fondiaria Sai (Salvatore Ligresti), ha firmato una lettere di intenti con Efibanca per rilevare la sua quota in Igli, socio di riferimento di Impregilo, il colosso italiano delle costruzioni general contractor del progetto (sospeso) del Ponte sullo Stretto di Messina.

     

Scritto da Antonio Mazzeo

“Abbiamo raggiunto un accordo con Efibanca”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Immobiliare, Antonio Malarico, pur ammettendo che si sarebbe aperta una vivace discussione tra gli azionisti di Igli (il gruppo finanziario che esercita il controllo sul pacchetto di maggioranza di impregilo). Sembra infatti che l’ingresso di Ligresti sia osteggiato dalla famiglia Rocca, a capo del gruppo siderurgico Techint.

Talarico ha ribadito di essere “interessato a quel 20% perché vediamo in Impregilo forti sinergie con la nostra attività Immobiliare”.

Attualmente il capitale di Igli è detenuto dalla famiglia Rocca con il 30%, dal costruttore Marcellino Gavio con un altro 30% e dai Benetton, tramite Autostrade, con il 20%.

Immobiliare Lombarda opera in buona parte delle regioni d’Italia, anche se buona parte del patrimonio immobiliare ha sede a Milano. La società controlla Progetto Biococca la Piazza S.r.l, Servizi e Progettazioni Immobiliari 97, Immobiliare Litorella S.r.l, Iniziativa Valorizzazioni Edili, Mizar, Nuova Impresa Edifactrice Moderna, Portobello S.p.A e Ristrutturazioni Edili Moderne S.r.l. Il gruppo Fondiaria Sai controlla a sua volta più di un centinaio di società operanti nel settore assicurativo, finanziario, bancario e dei servizi (tra le altre Milano Assicurazioni, Effe Gestioni SGR e BancaSai).

Intanto il piano di rilancio messo in atto dal management di Impregilo è visto con favore dagli istituti bancari stranieri Ubs e Ubm. “I risultati dei primi nove mesi dimostrano che il peggio è ormai alle spalle”, ha affermato al settimanale Affari e Finanza, Alessandro D’Erme, analista di Ubs.

“La crescita dei ricavi è del 6,9% (a 1,8 miliardi di euro) e l’indebitamento finanziario netto è di 125 milioni di euro”, ha precisato D’Erme. “Per quanto riguarda la valutazione di Impregilo siamo stati abbastanza conservativi. Non teniamo conto di eventuali contributi del ponte di Messina né dell’eventuale cessione del termovalorizzatore Fibe in Campania”. Entrambe le questioni rappresentano infatti potenziali rischi per l’andamento del titolo.

”Ci aspettiamo un consolidamento del settore delle costruzioni nel medio termine e Impregilo potrebbe sia acquisire aziende più piccole sia diventare partner nella creazione di un big nazionale”, conclude l’analista di Ubs.

Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org

Sull'autore