Dal 2003 la base di Sigonella è al centro del secondo programma al mondo di investimenti della Marina militare degli Stati Uniti: 675 milioni di dollari sono stati spesi sino ad oggi per potenziare le infrastrutture, ampliare le piste di volo, creare 1.100 alloggi per i nuovi reparti giunti in Sicilia.

     

Scritto da Campagna per la smilitarizzazione della base di Sigonella

Attualmente è in atto il cosiddetto “Piano Mega IV”, che vede la realizzazione di una scuola situata all`interno della base NAS1 (la zona adibita a centro residenziale per i militari americani) e di altri 7 edifici con varie destinazioni d`uso nella base operativa di NAS 2 (l`aeroporto con gli hangar per i velivoli e i depositi di armi). I lavori per il nuovo progetto Mega IV si concluderanno nel gennaio 2008 e prevedono una spesa complessiva di 59,5 milioni di euro. Come ormai avviene da quasi un decennio, il Dipartimento della Marina Usa ha assegnato la commessa ad una delle imprese leader della Lega delle Cooperative, la CMC (Cooperativa Muratori Cementisti) di Ravenna, partner di Impregilo nell`ATI general contractor per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

I nuovi programmi di ampliamento hanno condizionato le scelte degli amministratori dei Comuni vicini alla grande base militare di Sigonella. In barba ai piani regolatori e ai principi di legalità, si è scatenata la corsa all`oro americano: aree agricole vengono destinate all`insediamento di residence per il personale Usa; strade e ponti vengono realizzati per assicurare comunicazioni più rapide ai mezzi militari; vincoli ambientali vengono eliminati per trasformare zone costiere o lacustri in campi da golf o infrastrutture turistiche per le famiglie al seguito dei militari. I lavori per due milioni di euro circa sono stati finanziati dall`ANAS e dalla Provincia di Catania. L`amministrazione di Lentini ha elaborato un progetto di collegamento stradale tra la riserva naturale del Biviere e Sigonella che “consentirà una riduzione notevole dei tempi di percorrenza, avvicinando finalmente la base alla città”. Il 18 aprile 2006, il Consiglio comunale di Lentini, con voto bipartisan, ha pure approvato una variante al Piano Regolatore per la trasformazione dei terreni agricoli ricadenti in tre contrade (91 ettari circa) in “zone residenziali” ove insediare un megacomplesso abitativo per oltre 6.800 cittadini statunitensi di Sigonella. Il progetto, in particolare, prevede la costruzione di più di un migliaio di casette a schiera unifamiliari, ampi parcheggi, impianti sportivi, attrezzature varie ad uso collettivo “per l`istruzione, lo svago, il terziario, ecc.”. Nonostante le aree prescelte siano sottoposte a vincolo paesaggistico ed archeologico, il piano d`insediamento immobiliare prevede la cementificazione di oltre 195.000 metri quadrati di superficie e un volume di 670.000 metri cubi di costruzioni. Non è di poco conto che il progetto sia stato presentato dalla Scirumi Srl, società con sede a Catania di cui sono socie la Maltauro Costruzioni di Vicenza (società che ha operato ad Aviano per l`ampliamento della base della Us Air Force e che è in gara a Vicenza per accaparrarsi i lavori per la trasformazione dell`aeroporto civile in complesso militare a disposizione dei reparti della Us Army) e la Cappellina Srl, società quest`ultima nella titolarità della famiglia di Mario Ciancio Sanfilippo, l`ultimo dei Cavalieri di Catania, a capo dell`impero editoriale de La Sicilia (azionista di tutti i quotidiani e di buona parte delle emittenti radiotelevisive che operano nel Sud Italia).

Di contro enti locali, forze politiche e mass media hanno scelto di ignorare l`impatto sulla sicurezza delle popolazioni dei depositi di testate e carburante in aree sottoposte ad emergenza ambientale (il triangolo Augusta-Melilli- Priolo) e dei sempre più numerosi incidenti che vedono protagonisti aerei o automezzi condotti dal personale USA (953 nel solo biennio 2003-04 – secondo fonti ufficiali del Comando di Sigonella – con 31 morti e 162 feriti). Analogo comportamento omissivo relativamente allo smaltimento illegale dei rifiuti della base da parte di imprese legate a Cosa Nostra o allo spreco immane delle risorse idriche (a Sigonella si consumano annualmente 976 milioni e 530.000 litri d`acqua interamente prelevata dai pozzi esistenti nella piana di Catania).

È il numero degli ordigni atomici ospitati nei bunker uno dei maggiori misteri della base siciliana. “Il comandante della base parlando di ordigni con testate nucleari ci ha detto che fino al 1991 erano presenti nella base, sul dopo ci è stato posto il segreto militare”, ha dichiarato l`on. Paolo Cento (Verdi) a conclusione di un incontro, il 30 marzo 2003, con i vertici di Sigonella. Secondo alcuni ricercatori indipendenti degli Stati Uniti, nella base siciliana è stato dispiegato circa un centinaio di bombe nucleari del tipo B 57 utilizzate per la guerra antisottomarino. Il numero delle testate nucleari ospitate a Sigonella cresce in particolari periodi di esercitazione o di crisi internazionale, quando la base aeronavale funziona da centro di manutenzione per le armi nucleari destinate alle unità navali della VI Flotta ed agli aerei imbarcati.

C`è poi il tema della pesante servitù sulla mobilità aerea dei siciliani rappresentato dallo scalo di Sigonella, tema direttamente legato a quello relativo alla scarsa sicurezza dei voli e al transito e allo stazionamento di armi “non convenzionali” . “L`aumentata presenza militare a Sigonella, non solo ostacola la realizzazione di un aeroporto civile intercontinentale, necessario per l`incremento del traffico aereo dell`isola, ma pregiudica anche il sistema di trasporto della Sicilia imperniato sugli aeroporti di Punta Raisi e soprattutto di Fontanarossa” , denunciano da tempo i rappresentanti della Campagna per la smilitarizzazione della base Usa, promossa da Attac-Catania, Cepes Palermo e Redazione Terrelibere. org. “Il fatto che quest`ultimo aeroporto sia, a causa della servitù militare di Sigonella, scollegato dalla rete nazionale di assistenza al volo dell`Enac e sottoposto al controllo radar militare di Sigonella rende impossibile l`utilizzazione di altre apparecchiature radar per l`atterraggio e particolarmente difficoltoso il funzionamento di questo aeroporto civile; mette, inoltre, in pericolo la vita di 5 milioni di passeggeri che ogni anno volano su Fontanarossa: i piloti infatti, per la salvaguardia della loro vita e di quella dei loro passeggeri, sempre più si rifiutano di partire e di atterrare quando le avverse condizioni atmosferiche impediscono la manovra a vista ormai superata da decenni in tutti gli aeroporti civili del mondo. Quando poi si verificano eventi climatici avversi o, come in questi giorni, aumentano a dismisura le ceneri emesse dall`Etna, Fontanarossa viene chiusa al traffico e a migliaia di passeggeri viene preclusa ogni possibilità di viaggiare. Eppure basterebbe deviare i voli nel vicino scalo di Sigonella. Ma questo gli americani non lo vogliono. È per questo che oggi va rilanciata in tutte le sedi la campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. L`utilizzazione delle sue attrezzature riconvertite agevolerebbero l`incremento occupazionale e turistico al servizio di pacifici collegamenti internazionali, trasformando l`area da base della morte in utile e solidale “Ponte tra i Popoli” del Mediterraneo” .

L`odierna manifestazione a Vicenza può costituire un incoraggiamento per il rilancio delle iniziative contro le basi militari e le guerra, all`interno di un più ampio coordinamento fra le realtà locali che si oppongono ai crescenti processi di militarizzazione.

Campagna per la smilitarizzazione della base di Sigonella

Per un approfondimento si veda: Antonio Mazzeo, La Mega Sigonella, www.terrelibere.org.

info:catania@attac. org

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