Mentre l’attenzione del mondo e’ quasi esclusivamente rivolta alla situazione irachena, dal ‘continente dimenticato’ giunge una corale richiesta di aiuto.

     

Un maggiore supporto internazionale ai processi di pace in corso nella regione dei Grandi Laghi e un ruolo rinnovato per le missioni di ‘peacekeeping’ presenti nella zona: è questa la richiesta che hanno avanzato ieri, intervenendo di fronte all’Assemblea generale dell’Onu, i rappresentanti dei Paesi dell’area.

Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, ha spiegato all’Assemblea che molto finora è stato raggiunto grazie al governo di unità nazionale, in cui sono confluite le principali anime del Paese (incluse quelle armate protagoniste della guerra congolese), sottolineando però che il cammino da fare è ancora lungo. Kinshasa deve estendere il suo controllo sull’intero territorio nazionale, ha detto Kabila, e creare le condizioni adatte per la tenuta di elezioni.

Per questo il capo di Stato congolese ha chiesto di aumentare sia la qualità che la quantità delle truppe della Missione dell’Onu in Congo (Monuc). Kabila ha sottolineato anche la grande attesa che circonda la pubblicazione del rapporto d’inchiesta dell’Onu sul massacro di rifugiati congolesi avvenuto recentemente a Gatumba, in territorio burundese.

Nel suo intervento, il presidente del Burundi, Domitien Ndayzeye, ha ringraziato l’Onu per il dispiegamento di una missione (Onub) che “ ha dato un contributo significativo al processo di pace in corso e che adesso è pronto a entrare nella sua fase finale”. La calma è tornata nella quasi totalità del territorio, ha spiegato Ndayzeye, e “nonostante l’opposizione di alcuni partiti politicamente minoritari, il Burundi si doterà presto di una nuova Costituzione post-transizione e organizzerà elezioni libere, democratiche, trasparenti e oneste”.

Allargando lo guardo alla regione dei grandi Laghi il presidente burundese ha sottolineato che la stabilità nel suo Paese è legata alle situazioni che si registrano in Repubblica democratica del Congo, Rwanda e Tanzania.

Anche il ministro degli esteri del Congo-Brazzaville ha chiesto all’Onu di prestare molta attenzione ai problemi di sicurezza dell’est dell’ex-Zaire (alla luce delle violenze che periodicamente nonostante la pace colpiscono ancora le province orientali dell’Ituri e Kivu).

Per tentare di affrontare e risolvere con un approccio più ampio i problemi che affliggono la regione dei Grandi Laghi, tutti hanno detto di riporre grande speranza nella conferenza sulla sicurezza della Regione che si terrà il prossimo novembre a Dar es Salaam, in Tanzania.[MZ]

Misna, 23/9/2004

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.