Gli ex combattenti delle ‘Patrullas de autodefensa civil’ riceveranno dal governo guatemalteco un’indennizzo per il “servizio prestato alla patria”. La normativa, che il presidente ha firmato nonostante il pronunciamento contrario della Corte costituzionale, accende le prosteste dei familiari delle vittime della guerra e dei difensori dei diritti umani.

    Il presidente del Guatemala Oscar Berger ha apposto la sua firma alla legge che prevede il pagamento di un indennizzo per il “servizio prestato alla patria” dagli ex-combattenti delle Pac – Pattuglie di autodifesa civile – attive durante il conflitto interno (1960-’96). Lo ha riferito il suo vice, Eduardo Stein, precisando che in totale 445 milioni di quetzales (circa 46 milioni di euro) sono già disponibili per procedere immediatamente a versare parte del risarcimento, mentre altri 300 milioni (30 milioni di euro) lo saranno nel 2005.

    La nuova normativa sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale della Repubblica del Guatemala lunedì, nonostante un pronunciamento contrario della Corte costituzionale e le proteste dei familiari delle vittime della guerra civile e delle organizzazioni a difesa dei diritti umani.

    Non è ancora chiaro con esattezza il numero effettivo degli ex-paramilitari che avranno diritto all’indennizzo – le liste non sarebbero ancora complete – ma è probabile che si arrivi fino a un milione di beneficiari.

    Smantellate a seguito degli accordi di pace del 1996, le Pac affiancarono l’esercito regolare nella lotta alla guerriglia perpetrando alcuni dei più efferati massacri contro la popolazione indigena Maya, tra cui le stragi compiute nel 1982 a Tululché (circa 180 chilometri da Città del Guatemala, dipartimento di Quiché), per le quali nel 2000 venne confermata la condanna a 220 anni di carcere all’ex-comandante ‘para’ Candido Noriega Estrada.[FB]

    Misna, 18 settembre 2004

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