Il 21 luglio 2006, si è tenuta a Roma, presso la Sala grande dei Gruppi Consiliari del Comune, la conferenza stampa indetta dalla REBOC per il lancio dell’operazione Verità e Giustizia su Coca-Cola in Colombia.

     

Scritto da REBOC

Sono intervenuti alla conferenza stampa Rina Gagliardi (vicecapogruppo PRC al Senato), Massimiliano Smeriglio (deputato e segretario della Federazione romana del PRC), Nando Simeone (vicepresidente del consiglio Provincia di Roma), Adriana Spera (capogruppo PRC al consiglio comunale), Sandro Medici (presidente Mun. X), Andrea Catarci (presidente Mun. XI), Giangiacomo Mondovì (Confederazione COBAS), Andrea Ferrari Toniolo (FIM-CISL) e Fabio Marcelli (Ass. Naz. Giuristi Democratici).

Nel corso dell’incontro la REBOC ha presentato le iniziative in programma in tutta Italia per il 22 Luglio, Giornata Mondiale di Boicottaggio, e ha annunciato l’estensione della campagna ai marchi di acqua minerale Lilia e Lilia Kiss, recentemente acquisiti dalla Coca-Cola.

In seguito si è fatto il punto sull’accordo tra Coca-Cola, Comune di Roma e Regione Lazio che il Sindaco Veltroni aveva annunciato lo scorso 7 Novembre.

L’accordo impegnava Coca-Cola a consentire che una commissione d’inchiesta indipendente visitasse, entro Marzo 2006, gli impianti di imbottigliamento colombiani della Coca-Cola per verificare le denunce del Sinaltrainal.

Si è rilevato come siano ormai passati 8 mesi dall’annuncio dell’accordo e 3 mesi dalla data limite prevista per la sua applicazione, ed esso risulti ad oggi completamente disatteso, nonostante la petizione inviata nel mese di Giugno da centinaia di cittadini all’indirizzo del Sindaco Veltroni per chiedergli di rispettare e far rispettare l’impegno.

Anche lo stesso Sinaltrainal ha preso atto dell’integrale inadempimento dell’accordo, con una lettera inviata all’On. Smeriglio, all’Ass. Nieri, alla REBOC e alla società civile italiana nel suo insieme, dove si legge: “avete fatto con Coca-Cola un accordo che essa non ha rispettato, come non rispetta i diritti umani della nostra gente. Non è stato possibile realizzare la commissione d’inchiesta indipendente. […] Vi proponiamo di realizzare ugualmente e autonomamente la missione di verifica alla quale ci eravamo impegnati a collaborare, perché possiate constatare in prima persona le denunce che continuiamo a fare e informare il mondo di ciò che vedrete”.

La società civile italiana ha deciso di rispondere positivamente a questo appello. Per questo nella conferenza stampa tutti i presenti hanno annunciato la nascita del Comitato Verità e Giustizia su Coca-Cola in Colombia, che a Settembre individuerà 15 persone di sua fiducia da inviare in Colombia per la realizzazione di un’inchiesta autonoma e indipendente.

Oltre ai presenti, hanno comunicato la loro adesione all’iniziativa: Vittorio Agnoletto (eurodeputato PRC-SE), Giovanni Russo Spena (capogruppo PRC al Senato), Francesco Martone (senatore PRC), Grazia Francescato (deputata dei Verdi), Gianluca Peciola (Ass. del Mun. Roma XI), Alessandra Mecozzi (resp. sett. Internazionale FIOM-CGIL), Gianni Alioti (resp. sett. Internazionale FIM-CISL), Alex Zanotelli (missionario comboniano), don Tonio Dall’Olio (Ass. Libera), Carlo Testini (presidenza nazionale ARCI), Fabio Marcelli (Ass. Naz. Giuristi Democratici), Riccardo Troisi (Pax Christi), Deborah Lucchetti (Fair Coop), Giuseppe De Marzo (A Sud onlus).

Nel corso della conferenza stampa l’On. Smeriglio ha riportato una dichiarazione dell’Assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri, secondo cui proprio nella giornata di ieri il Sindaco si è impegnato a definire entro Agosto le modalità della visita a suo tempo concordata, che dovrebbe svolgersi tra Settembre e Ottobre.

“Prendiamo atto con soddisfazione del fatto che la costruzione di questa iniziativa autonoma e indipendente abbia convinto il Sindaco Veltroni e la Coca-Cola a fare finalmente un passo in avanti – dichiara il rappresentante della REBOC – la lettera di Veltroni è indubbiamente un fatto importante e positivo, che va però letto alla luce di tre elementi”.

“Primo: questo passo in avanti – prosegue il rappresentante della REBOC – arriva dopo 8 mesi di silenzio assoluto e più di 3 mesi di mancato rispetto dell’accordo, il che, se ci permette di valutare positivamente le parole, ci impone tuttavia di attendere per verificare che ad esse seguano i fatti.

Secondo: nel caso che il percorso tracciato dal Sindaco dovesse effettivamente concretizzarsi, al tavolo di confronto non potrebbe essere invitata solo una delle parti in causa, cioè la Coca-Cola. Perché il percorso sia dotato di credibilità è necessario che anche il Sinaltrainal sia chiamato a partecipare alla costruzione dell’inchiesta.

Terzo: dopo 8 mesi di stallo totale, oggi è stata lanciata una importante iniziativa con la nascita del Comitato Verità e Giustizia su Coca-Cola in Colombia. La quantità e la qualità delle adesioni ricevute, con il coinvolgimento di parlamentari, partiti, pezzi di istituzioni, sindacati e associazioni, ci dicono che si tratta di un patrimonio di solidarietà internazionale e competenza di cui Veltroni e la Coca-Cola non possono non tener conto”.

“Pertanto – conclude il rappresentante della REBOC – riteniamo che l’Operazione Verità e Giustizia su Coca-Cola in Colombia debba andare avanti e chiediamo a Coca-Cola e al Sindaco di unirsi a noi, per trasformare una importante iniziativa autonoma ed indipendente in un ancor più importante processo politico di conciliazione ed arbitrato internazionale, che possa portare finalmente ai tre obiettivi finali: Verità, Giustizia e Riparazione integrale dei danni subiti dalle famiglie delle vittime”.

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