In questi giorni di sequestri oscuri e non rivendicati (o falsamente rivendicati) un elemento di comprensione in più può essere dato dal curriculum del nuovo ambasciatore statunitense in Iraq, quel John Negroponte che, negli anni `80, ha addestrato sostenuto e coperto i più efferati criminali centroamericani.

     

John Dimitri Negroponte è il nuovo ambasciatore statunitense in Iraq. Ex ambasciatore in Messico e attuale rappresentante degli USA all`ONU, ha assunto l`incarico il 30 giugno, data in cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto concedere qualche compito amministrativo a un governo fantoccio locale. Nell`ultimo anno ha lavorato duramente per far sì che l`ONU approvasse l`invasione dell`Iraq.

Negroponte è un “troubleshooter”, uno da compiti difficili. Estremamente conservatore, falco pragmatico e interventista, è stato ufficiale in Vietnam, ha fondato la Contra nicaraguense e come ambasciatore di Reagan in Honduras, ha convertito questo paese in una portaerei nordamericana durante gli anni `80.

Nel gennaio del 1983 il presidente Reagan aveva autorizzato un ampliamento delle attività operative del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC). Da quel momento è nato il Progetto Democrazia, combinando la diplomazia pubblica con operazioni coperte ultra segrete. Erano i tempi della guerra sporca degli Stati Uniti contro il Nicaragua sandinista.

Dal 1981 al 1985 Negroponte è a capo della missione statunitense a Tegucigalpa – Honduras e secondo il New York Times, partecipa attivamente nell`organizzazione della Contra. Nel libro “Guerrieri segreti”, Steven Emerson rivela come Negroponte abbia appoggiato le azioni segrete del tenente colonnello James Longhofer nella guerra civile in Salvador e contro il Nicaragua attraverso l`azione di minamento di porti, la raccolta di informazioni aeree elettroniche, operazioni di sabotaggio contro installazioni civili e l`appoggio militare alla Contra.

Secondo Newsweek, il direttore della CIA, Casey, organizzava le azioni e Negroponte le realizzava tanto che la Contra lo chiamava “The Boss”.

Con questo curriculum si appresta a prendere in mano la situazione in Iraq, convertendosi nell`ambasciatore più potente degli Stati Uniti.

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