Nonostante non sia un territorio di frontiera, l`Emilia rimane una delle regioni più militarizzate d`Italia. Un accostamento di “caos e precisione” che paralizza il territorio
raccontanto dal documento prodotto dal Bologna Social Forum.

     

“Questo accostamento di caos e precisione irritava la mente umana. Nella formazione e distruzione delle forme secondo un unico modello c`era contemporaneamente una perfezione matematica e una completa anarchia di morte”. (Stanislaw Lem).

Una nuova generazione di basi militari virtuali intorno al mondo. Cosa può significare questa frase tratta da un articolo presente in Jane`s Information Group?

Che gli Stati Uniti con i nuovi sistemi d`arma hanno meno bisogno di basi fisse, che alcune zone intorno al mondo possono essere usate senza dispute politiche e ogni volta che è necessario.

Un approccio risultato dalla trasformazione del sistema-Difesa statunitense che ha come obiettivo una totale conoscenza e controllo del teatro di operazione attraverso una estesa applicazione dottrinale e tecnologica della Information Superiority. L`impegno nel settore net-centric-operation è decisivo per il futuro delle forze armate, riesce a conseguire obiettivi senza l`impiego di strutture pesanti ma disperse, e quindi meno vulnerabili.

“Riportare a casa le truppe dall`Europa e dall`Asia è una decisione che prende atto della realtà delle cose. La seconda guerra mondiale è finita da 59 anni, la guerra fredda da 15 e l`affidabilità dei nostri alleati è cresciuta” -. Questo è quanto scrive il Seattle Post-Intelligencer a proposito del ritiro delle truppe statunitensi di stanza in Europa e in Asia (in gran parte Germania e Corea del Sud).

Secondo la riconfigurazione di Rumsfeld alcune basi saranno chiuse e altre accorpate seguendo la logica dello spostamento delle basi e truppe dall`Asia Nord orientale verso il Sud Est Asiatico, ma anche l`Africa assumerà un ruolo crescente nella rete militare globale USA.

In Germania l`US Army ha schierato negli circa 56.000 soldati in più di 250 basi, altri 28.000 in Corea del Sud per 80 basi. Scenari diversi e più opzioni hanno calcolato quanto gli USA potrebbero risparmiare puntando ad un generale snellimento delle infrastrutture militari e quanto sia più consono alle nuove minacce multiformi e indeterminate, chiudere con forze a stanziamento permanente.

Ma veniamo all`Italia e al suo ruolo che le verrebbe rafforzato con l`ampliamento delle basi militari già esistenti e con lo spostamento dall`estero di centri di comando (il comando navale USA in Europa a Napoli, comando ad alta prontezza operativa della NATO a Solbiate Olona, nuova stazione navale a Taranto).

Nel documento del Department of Defence, Base Structure Report – As Qf 30 dept 02, troviamo componenti delle forze americane Army, Navy, Air Force a: Camp Derby, Camp Ederle, Coltano, Vicenza, Livorno, Longare, Pisa, Sigonella, La Maddalena, Aviano, Maniago, Pordenone, Rovereto, San Vito dei Normanni (Brindisi), Vigonovo, Napoli.

Nel documento DoD Financial Management Regulation, Volume 11°, Charter 9, Annex 1, aprile 2003 con titolo “International Military Headquarters and Related Agencies and Administrative Agent Responsabile for Their Support and for Support to U.S Elements”, troviamo:

NATO Headquarters or Agency: Roma, Latina.

Regional HQ Allied Forces Southern Europe: Napoli, Verona.

Multinational HQ and Reaction Force HQ: Poggio Renatico, Napoli, Milano, Taranto

Supreme Al lied Commander, Atlantic: La Spezia.

Cominciamo allora ad esplorare il territorio emiliano-romagnolo partendo dall`informazione presente nel documento del Dipartimento della Difesa USA.

Prima tappa: Poggio Renatico (Ferrara).

A Poggio Renatico ha sede il COFA (comando operativo delle forze aeree) e il suo centro operativo (COFACO). Inizialmente la sede era a Vicenza e la sua data di costituzione è il 1 gennaio 1998. Lo spostamento del Comando da Vicenza a Poggio Renatico ha dato luogo a più interpellanze parlamentari (anni 2001 e 2002).

Alcune costituiscono vere e proprie sintesi storiche:

Nel 1951 fu costituita la LVI ATAF (forza aerotattica, sciolta da qualche anno) con comandi nazionali e NATO e con sede a Vicenza.

Nel 1962 i sistemi della difesa aerea nazionale furono integrati in quelli della NATO e la LVI ne assunse il controllo sino a giungere alla dimostrazione di una valida esperienza operativa durante le operazioni in Bosnia e poi nella ex Jugoslavia.

Dal 1993 la NATO diresse operazioni nei Balcani, in particolare nel 1999 furono ordinate più di 38 mila missioni di volo sui cieli della Serbia e del Kosovo.

Dopodiché la NATO decise di spostare le sue funzioni a Ferrara dove esiste un grande bunker. Il trasferimento operativo cominciò con la stazione NATO nel 2001 e poi nel 2002 con il COFA, comportando notevoli disagi al personale militare e costi aggiuntivi per la nuova sede.

In particolare si è dovuto addizionare a quelli già esistenti circa 80 alloggi per militari con famiglie, per il personale celibe o nubile sono disponibili alloggi per 389 posti letto, e altri 187 in corso di realizzazione. Altri 96 posti letto saranno disponibili per i militari di truppa.

La scelta di Poggio Renatico è stata motivata in quanto era già presente una importante installazione NATO e, con finanziamenti della Alleanza Atlantica, si è potuto aggiungere una sede protetta da utilizzare e condividere da entità nazionali e NATO.

Poggio Renatico era conosciuta dagli addetti ai lavori per la presenza di un radar della NATO, inserito nella catena NADGE dell`Alleanza che proteggeva gli spazi della Turchia e della Norvegia. Poggio aveva un radar con tecnologia francese chiamato Pioppo per via dei pioppeti della zona..

Dalla prima metà degli anni `90 le nuove strategie della NATO volte più a SUD-EST, convincevano lo stato maggiore aeronautica a costruire nella pianura ferrarese un grande e unico centro di comando e controllo di tutte le operazioni aeree (incluse quelle di soccorso).

Il bunker (struttura stagna) doveva essere a prova di atomica e posto su tre piani interrati, con una sala operativa con una trentina di computer. Nasce così il COFA dove confluiscono tutti i segnali radar ubicati sul territorio nazionale, ma anche quelli degli “Awacs” cioè tutto quello che entra ed esce o sorvola lo spazio aereo nazionale (civile e militare). Il COFA ordina l`alzata in volo su allarme degli intercettori. La sua giurisdizione si spinge sino all`Ungheria e ai Balcani.

La fase di ammodernamento del COFA e COAC 5 (5° centro operativo aereo combinato della NATO per le operazioni NATO in Italia, Slovenia e Ungheria) è continuata sino al giugno 2004 per garantire l`alloggio delle 1500-1600 persone. Il bunker attualmente è stato svuotato e per quasi due anni si svolgeranno lavori per la riconfigurazione degli spazi interni, per l`installazione di un nuovo sistema di comando e controllo NATO ACCS (Air Combat and Control System) realizzato dalla ACSI (Air Command System International) joint venture di Raytheon e Thales.

COFA e COAC 5 sono il punto di conciliazione delle catene di comando e controllo nazionale e NATO e coordinano le Forze Aree in caso di crisi/guerra, esercitazioni aeree, addestramento dei reparti di volo italiani, operazioni di ricerca e soccorso (SAR).

Le funzioni del SODA, uno dei centri radar nazionale e NATO sono: sorveglianza spazio aereo e, in caso di guerra impiego dei mezzi di difesa, in caso di pace guida dei caccia per intercettazione e riconoscimento ai velivoli non autorizzati o sospetti.

Dal COFA dipende il Centro interforze telerilevamento satellitare terrestre: a Pratica di Mare è ubicato il sistema HELIOS attuato da Francia, Italia e Spagna.

La capo commessa è la MATRA Marconi Space (Astrium) Francia e poi ci sono Alenia, Telespazio, Vitrocised, Datamat e ACS per l`Italia.

La componente spaziale e il Centro di comando e controllo è ubicato a Tolosa e nell`isola di Kerguelen (oceano indiano).

Il radar di Poggio Renatico è stato oggetto di indagine come causa di più casi di tumore:

“Troppi casi di bambini colpiti da tumore: è giallo

Ferrara, 3 gennaio 2003 – Un`indagine epidemiologica della Asl sta preoccupando Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, dove c`è un maxi radar della Nato. I casi di tumore infantile al cervello sono statisticamente anomali, sopra la media attesa localmente: uno rilevato nel `91 e altri due nel `98. E l`amministrazione comunale, appena ricevuto il rapporto dalla Asl, ha deciso di impiegare le speciali apparecchiature dell`Arpa per monitorare le emissioni dell`antenna Nato” [http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a998 e http://www.arpa.emr.it/piacenza/progetti.htm]

Spostiamoci e andiamo verso Parma, a Noceto.

Nel resoconto della IV commissione permanente (Difesa) del 25 luglio 2001 si legge la descrizione effettuata dal Segretario Generale della Difesa sull`assetto organizzativo della componente tecnico-amministrativa della Difesa: a Noceto di Pama vi è uno stabilimento del polo di munizionamento.

E` l`Agenzia industriale della Difesa che ha sede a Roma a gestire gli stabilimenti di allestimento e smilitarizzazione (di cui fa parte quello di Noceto e in cui si sottolinea l`attività logistica sui missili Hawk).

Il 29 marzo 2000 in un atto del Governo si legge che tale stabilimento viene destinato allo smaltimento di mine del modello Valmara 69 (secondo la relazione illustrativa che accompagna lo schema del decreto, i costi di questa operazione – se affidato a industrie private – comporterebbero una spesa cinque volte superiori), e si chiedono chiarimenti circa le mine antiuomo NATO all`uranio impoverito.

Il 25 ottobre 2002 vi è una risposta del governo circa il ruolo dello stabilimento di Baiano di Spoleto in cui si dice che il caricamento delle bombe è stato effettuato a Noceto di Parma.

In tale stabilimento si sono svolte assemblee di lavoratori che hanno espresso il loro NO alla guerra.

Anche a Piacenza, nel Polo di Mantenimento Armi Pesanti Nord, una bandiera della pace ha sventolato per una notte intera per esprimere il No alla guerra.

Nella Gazzetta Ufficiale del 1998 n. 79 si illustra la riorganizzazione dell`area tecnico-industriale del Ministero della Difesa in cui si prevede la costituzione di un Ente dipendente dall`ispettorato logistico dell`esercito nell`arsenale di Piacenza.

In una interrogazione urgente del 12 febbraio 2001 circa l`uso di ordigni e mezzi corazzati contenenti uranio impoverito, si legge che nel Polo di mantenimento pesante nord si provvede alla manutenzione e alla revisione dei mezzi corazzati dell`esercito (anche pezzi di quelli che furono usati nel Kosovo), che per tali operazioni è stato usato anche personale civile.

L`ARPA dovrebbe essere coinvolta in questo campo visto il ruolo che riveste ed essendo specializzata nel settore radioattività, a causa della presenza sul territorio di competenza della centrale nucleare di Corso.

Il 21 marzo 2003 sul quotidiano “Il Giorno” è apparsa la notizia di assemblee dei lavoratori che si oppongono alla privatizzazione dell`arsenale di Piacenza e quindi alla riduzione del personale.

Il 3 giugno 2004 su “Libertà” si legge di numerose visite presso tale Polo di vari parlamentari che hanno avuto incontri anche con le RSU.

Allo stabilimento del Polo Mantenimento Pesante Nord sono stati assegnati attualmente 59.902.308 (in euro).

Nella base militare di S. Damiano (Piacenza) vi è la Divisione caccia bombardieri ricognitori ed è esattamente la sede del 50° Stormo.

Vi sono inoltre: il 155° gruppo E.T.S. (Tornado), il 450° gruppo per i servizi tecnico operativi e il 550° gruppo per i servizi logistici operativi.

Le missioni sono di protezione e supporto alle forze alleate. Con l`uso del Tornado ECR (guerra elettronica) si svolgono missioni sul territorio nazionale ed estero ed esercitazioni con forze NATO.

Il Tornado configurazione IT ECR ha una missione dedicata al ruolo di soppressione delle difese aeree nemiche SEAD (Search for Enemy Aircraft Defense) e in quanto tali, montano il missile antiradar AGM-88 HARM.

Il 155° gruppo viene affidato a S. Damiano nel 1990 e usato in operazioni contro l`Iraq (1991). E` in quel periodo e durante una operazione che l`aereo del Magg. Bellini e Cap. Cuccioline viene abbattuto, l`equipaggio fatto prigioniero e poi rilasciato al termine del conflitto.

Tale gruppo si addestra per acquisire capacità di neutralizzare con il lancio di armamento dedicato le sorgenti elettromagnetiche del nemico.

Base della Divisione Caccia Intercettori di Cervia (Ravenna).

Nella base di Cervia troviamoli V° Stormo con: 23° Gruppo caccia intercettori ogni tempo (F-16ADF), 605° Gruppo squadriglia collegamenti (S208M, MB339A), 505° gruppo servizi logistici operativi, 405° Gruppo servizi tecnici operativi.

Il 5° Stormo è stato trasferito a Cervia nel 1995 e partecipa alle operazioni di difesa nel settore Nord della Penisola assicurando un supporto anche al settore meridionale. Vi è un periodico schieramento dei suoi velivoli presso gli aeroporti di Trapani-Birgi e Catania-Sigonella.

E` in costante addestramento per il mantenimento della “prontezza al combattimento” con esercitazioni a profilo supersonico, intercettazione radar a media e bassa quota, combattimenti aerei simulati, navigazione a bassa quota, tiri aria-suolo, aerocooperazione con forze di superficie, rischiaramento su basi nazionali ed estere.

Il V° Stormo con l`introduzione del Lockheed-Martin F-16ADF (Viper) e Block 15ADF viene definito “combat ready” e dall`inizio dell`anno compie missioni di polizia aerea attraverso intercettazioni e identificazioni di aeromobili estranei (in tempo di pace), in tempo di guerra grazie alla disponibilità di missili AMRAAM (gittata “medium range” elevata), può affrontare azioni di combattimento.

Gli aerei noleggiati dall`Italia sono 30 F-16° Block 15 e 4 F-16B OCU Block per 7 anni di attività.

Della sua manutenzione si occupano circa 200 persone, 150 sottufficiali specializzati dell`AM e 50 civili americani. Gli F-16 italiani sono quelli che hanno prestato servizio a Torrejon in Spagna e avrebbero potuto essere trasferiti a Crotone.

Tutti i velivoli compreso la versione F-16B (esemplare biposto del Block 15) sono idonei alla missione di difesa aerea e all`impiego del cannone General Electric M61A1 “Vulcan” da 20 mm con 515 colpi, all`impiego del missile aria-aria a corto raggio Raytheon AIM-9L ed AIM-9L/I “Sindewinder” e di quello a medio raggio Raytheon (Hughes) AIM-120B “Stammer” (AMRAAM).

L`impiego di missili aria-superficie viene lasciato ai Tornado IDS e all`AMX “Ghibli”.

Tutti i piloti hanno effettuato il loro addestramento al Viper sulla Davis-Monthan Air Force Base di Tucson (Arizona).

Il forte potere aspirante dell` F-16 mette a rischio le persone anche a 8 metri di distanza quando il motore è acceso, per questo i piazzali sono stati disegnati con semicerchi di colore rosso per delimitarne la zona..

Sempre a proposito di sicurezza il serbatoio interno al velivolo contiene 25 litri di idrazina utilizzata per utilizzare la turbinetta di emergenza, per cui in caso di perdita sono state avviate procedure per bonificare il terreno, pompieri e addetti alla manutenzione e supervisori americani. Il carburante del biposto arriva a 952 kg di carburante.

Ma nell`aeroporto di Cervia si sono dovute apportare diverse novità, dall`allargamento della pista a 45 metri alla adeguazione del sistema di illuminazione, agli ausili per l`atterraggio (anche per via della nebbia presente da ottobre a marzo circa).

La difesa delle installazioni di Cervia si affida alla vicinanza di un reggimento HAWK dell`Esercito e a procedure di allarme.

Il WOC (Wing Operation Centre) è il punto nevralgico della base, un edificio (bunker) protetto e dotato di docce e polveri anti-NBC. La Combat Room è il suo locale principale, sede delle comunicazioni e informazioni. Si trovano poi l`aula briefing, una intelligence, una impianti, sala NAV, una mensa, il dormitorio e la sala STO (Survise To Operate).

In totale il personale dovrebbe essere di 800 fra uomini e donne.

Nel Consiglio comunale di Cervia sono stati discussi più ordini del giorno che avevano come contenuti i pericoli derivanti dall`inquinamento acustico, elettromagnetico e vari rischi ambientali.

Nella risposta ad uno di essi (gruppo consiliare Verde) del 2003, l`allora Col. Pil. Responsabile della base, scrisse di improbabili rischi di tale natura (compreso l`uso di uranio impoverito).

Sono state effettuate visite ispettive di gruppi parlamentari.

Arriviamo a Rimini:

E` presente l` 83° centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e soccorso) con la squadriglia collegamenti 15° dotata di elicotteri (HH-3F).

Le tipologie di intervento SAR riguardano il soccorso in zone isolate, trasporti sanitari urgenti, ricerca e soccorso in mare, SAR terrestri e per aeromobili.

Nella missione denominata “operazione Babilonia” l`Aeronautica impiega elicotteri HH-3F corazzati e con equipaggi specializzati in operazioni SAR.

L`attività di Ricerca e Soccorso avviene anche in concorso con altri Dicasteri competenti in materia di Soccorso e Protezione Civile.

Presso Rimini era presente il gruppo logistico USA per l`attivazione di bombe nucleari, di questa passata presenza vi è traccia in interrogazioni parlamentari. Una vicenda che fa venire in mente quanto poco si sappia di ciò che si decide nel territorio nazionale, una conferma viene dalle dichiarazioni del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale Armamenti. Il 23 luglio 2001 dichiara che l`Alleanza atlantica ha sempre affermato la necessità di una difesa missilistica costruita a strati e di vario genere (scudo spaziale) e ammette la disponibilità di un programma MEADS (Medium Extend Air Defence System) approvato già nella scorsa legislatura.

Si vuole ricordare qui la presenza del comando della Brigata Friuli che partirà in missione per l`operazione Antica Babilonia.

La Friuli porta in Iraq circa 1.600 persone dei reggimenti: 66° fanteria aeromobile Trieste di Forlì, Savoia Cavalleria di Grosseto, 7° AVES Vega di Rimini e reparto comando e supporti tattici della brigata. Completano il contingente: il 6° reggimento genio pionieri, il 10° reggimento trasporti, assetti specialistici delle trasmissioni, NBC, CIMIC, incursori del 9° reggimento Col Moschin, una compagnia del reggimento S.Marco della Marina, il 6° ROA dell`Aeronautica e i carabinieri del reggimento MSU, per un totale di circa 3.000 uomini.

Inoltre nel territorio emiliano-romagnolo è situata sul Monte Cimone (Modena) una stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO e a Bologna una sede di stazione trasmittente del Dipartimento di Stato USA.

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