A Messina si divide l`amministrazione di centro-sinistra sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto. L`assessore Arturo Alonci, ingegnere e massone, in un`intervista si dichiara favorevole alla megaopera e chiede l`indizione di un referendum popolare. “Darebbe esito positivo alla costruzione”. Dopo la manifestazione pro-Ponte dell`MPA di Raffaele Lombardo, dall`Inghilterra giungono consensi da amministratori, diplomatici e sindacalisti. Sempre più netto, tuttavia, il No della CGIL.

     

Scritto da Antonio Mazzeo

Se a scendere in piazza per l’appuntamento indetto a Messina il 5 giugno dall’MPA di Raffaele Lombardo per il “Sì al Ponte” sono stati pochissimi i cittadini dello Stretto, la controffensiva mediatica a favore della megaopera raccoglie i primi frutti “locali”. In un’intervista al Quotidiano di Sicilia, giornale economico diretto da Carlo Alberto Tregua, Arturo Alonci, presidente provinciale dell’ordine degli Ingegneri e Assessore alla mobilità della giunta di centrosinistra del Comune di Messina, si è dichiarato pienamente favorevole alla realizzazione dell’ecomostro sullo Stretto.

“Il ponte sarà certamente un`occasione importante per l`economia dell`intera Sicilia”, ha dichiarato Alonci. “Sono favorevole alla sua costruzione, ma è necessario, per quanto concerne la città di Messina, che prima o durante la realizzazione dell`opera stessa vengano risolte alcune importanti problematiche connesse alle infrastrutture ed ai collegamenti viari, altrimenti il Ponte potrebbe avere l`effetto contrario sulla città e si rischierebbe di restarne “schiacciati””. Alonci si è mostrato infastidito per le affermazioni di alcuni neoministri del governo Prodi contrari al ponte. “Queste recenti dichiarazioni, ovviamente, potrebbero portare ad un rallentamento di quelle che sono gli studi ad esso collegati”, ha commentato l’assessore. “Come presidente dell`ordine degli Ingegneri, ho seguito da vicino, attraverso convegni, conferenze e quant`altro, l`intera vicenda legata al ponte sullo Stretto ed ho notato che, mentre per l`amministrazione del governo precedente costruire il ponte rappresentava anche una questione, un impulso di immagine e c`era in proposito poco dialogo con la città, oggi avviene il contrario ed il ministro preposto dà un rifiuto categorico alla costruzione dell`infrastruttura”.

Alonci, che in qualità di Presidente dell’ordine degli Ingegneri ha pure promosso con la Società Stretto di Messina alcuni importanti eventi seminariali pro-Ponte, conclude la sua intervista al Quotidiano di Sicilia, proponendo l’indizione di un referendum popolare. “Credo che darebbe esito positivo alla costruzione”.

L’uscita dell’assessore alla viabilità, nella giornata successiva alla manifestazione delle truppe cammmellate dalla provincia di Catania, rischia di scatenare una crisi nella Giunta diretta da Francantonio Genovese. Il sindaco si è dichiarato più volte anti-pontista, e nella sua amministrazione siedono, tra l’altro, gli esponenti delle forze politiche da sempre in prima linea contro la realizzazione del collegamento stabile Calabria-Sicilia, Rifondazione comunista e Verdi. E’ inoltre prevedibile (ed auspicabile), che il Movimento No-Ponte chieda formalmente il ritiro della delega all’ingegnere Alonci, già oggetto di critiche per una sua presunta affiliazione massonica ad una loggia locale del Grande Oriente d’Italia.

Intanto il “Sì al Ponte” guadagna consensi anche in Inghilterra. L’associazione Sicilia Mondo, con il Patrocinio della Regione Siciliana azionista di minoranza della società concessionaria della megaopera, ha organizzato nei giorni scorsi due eventi a Liverpool e Manchester che hanno avuto come obiettivo primario la raccolta di illustre adesioni al progetto. Alla presenza del console d`Italia, Livio Spadavecchia, il Presidente di Sicilia Mondo Calogero Mancuso (dirigente Acli) e il Presidente dell`Associazione Sicilia in Europa, Vincenzo Nicosia hanno contestato la decisione dal Governo Prodi di accantonare la realizzazione del Ponte di Messina, ribadendo “quanto sia invece importante che la Sicilia abbia un Ponte che le permetta di non essere esclusa dal famoso progetto di unione del Mediterraneo che dovrebbe essere l’asse Berlino-Palermo Ponte di Messina, opera primaria di sviluppo per la Sicilia e per l’intero Paese Italia”. Al coro dei favorevoli al Ponte si è aggiunto anche il vicesindaco di Manchester, R. J. Evans.

Dal delirio pro-Ponte che vede in pole-position tutte le forze politiche del Centro-destra, sindacalisti ed editorialisti dei quotidiani siciliani, sfugge fortunatamente la CGIL di Messina che in un comunicato firmato dal segretario generale Franco Spanò ha definito la marcia dei fedelissimi di Lombardo “un disperato tentativo speculativo di saccheggiare i bilanci pubblici per recuperare consensi e utilizzare la città come campo di battaglia per obiettivi politici”.

“Definire il ponte come la madre di tutte le grandi opere nel Mezzogiorno, come una priorità per lo sviluppo del sud Italia è una inutile e anacronistica provocazione” aggiunge Spanò. “La vera sfida è quella di riuscire a realizzare, a costi nettamente inferiori a quelli del ponte, un sistema integrato di collegamenti veloci che colleghino la sponda siciliana a quella calabra senza devastare inutilmente il territorio e senza saccheggiare le casse dello Stato come invece farebbe la megastruttura, opera di fronte la quale ogni ostinazione diventa ridicola”.

Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org

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