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La base di Sigonella ruba l`acqua alla Sicilia

Interrogazione parlamentare al Senato. Testo integrale

     

Senato della Repubblica Interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio Premesso che: Come ogni anno, durante l’estate i quartieri popolari di Catania ed i centri della provincia soffrono duramente per la mancanza d`acqua: proprio nei mesi più caldi, i cittadini vengono privati della cosa più preziosa. Tutto questo mentre un gran parte delle risorse idriche della provincia di Catania viene sottratta dalla base militare USA-NATO di Sigonella, non solo per essere sprecata nelle attività tecniche, come la pulizia degli impianti dei veicoli, ma anche per riempire le piscine delle villette dei soldati americani. I 5000 residenti della base, infatti, consumano ogni anno un miliardo di litri d`acqua, molto più del doppio di quanto sia concesso ai cittadini di una qualsiasi grande città italiana. Per fornire energia elettrica a Sigonella nel 2002 la Regione siciliana ha autorizzato la costruzione di un elettrodotto di 13 chilometri, finanziato dall’ENEL e dai comuni di Belpasso e Paternò, cioè con denaro pubblico, con i soldi di tutti i contribuenti. Tutto questo si aggiunge all’estrema pericolosità della base, all’interno della quale sono ammassate enormi quantità di armi di distruzione di massa, che espone il territorio siciliano ai rischi di contaminazione nucleare, con gli assai probabili incidenti tenuti nascosti dai militari americani. Inoltre la presenza della base USA-NATO di Sigonella blocca lo sviluppo del trasporto aereo civile, quindi l’incremento occupazionale e turistico in Sicilia. Per sapere: se, anche in considerazione di questi dati paradossali, il governo non intenda rivedere il proprio orientamento negativo sulla riconversione di Sigonella in aeroporto civile, tagliando inique spese per la militarizzazione del territorio siciliano, in luogo degli annunciati tagli alle spese sociali per risanare la finanza pubblica. Roma 14-7- 2004 Sen. Luigi Malabarba Sen. Tommaso Sodano

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