I pacifisti chiedono di sospendere la parata militare del 2 giugno

16 Maggio 2006 · 2 min di lettura

Il movimento contro le guerre chiede al neopresidente Giorgio Napolitano e al futuro esecutivo di sospendere la parata militare a Roma del 2 giugno, festa della Repubblica. Un`occasione per ribadire con forza il `No` alla revisione della Costituzione imposta dall`ex governo di centrodestra.

LA POLITICA PRENDA IL POSTO DELLE ARMI.

BASTA CON LA PARATA MILITARE, BASTA CON LE MISSIONI MILITARI

Il 2 giugno l`Italia celebra la Repubblica, nata dalla Resistenza e fondata sulla Costituzione. Entro il 30 giugno il nuovo Parlamento dovrà votare sul rifinanziamento delle missioni militari all`estero.

La Costituzione Italiana e i diritti sociali che garantisce a tutti i cittadini e le cittadine sono sotto attacco. Il ripudio della guerra da essa sancito è stato stracciato dai precedenti governi, che hanno trascinato il paese in guerre e occupazioni.

Siamo tutti impegnati a respingere gli attacchi alla Costituzione votando no al referendum costituzionale del 25-26 giugno, e a difendere l`articolo 11.

Noi chiediamo al Presidente della Repubblica e al Governo che sta per insediarsi di sospendere la parata militare prevista per il 2 giugno.

Il pianeta è attraversato da guerre, violenze, barbarie inaudite. Enormi risorse sono sperperate in armamenti, mentre la povertà aumenta ovunque.

Non c`è nessun esercito da celebrare, c`è da sconfiggere qualsiasi logica militare e militarista per diffondere cultura di pace, di giustizia e di convivenza.

Chiediamo al nuovo Governo e al nuovo Parlamento di iniziare la legislatura dando un segnale forte di inversione culturale rispetto alla militarizzazione della società e della politica: si smetta di coprire il ruolo delle forze armate impegnati in operazioni di guerra e in occupazioni con la maschera degli interventi umanitari e di peace-keeping.

Il lavoro umanitario e per la pace condotto quotidianamente da migliaia e migliaia di civili impegnati in operazioni di soccorso e di prevenzione dei conflitti non ha nulla a che fare con le armi e con gli eserciti.

E` urgente che l`Italia separi le proprie responsabilità dall`occupazione illegale dell`Iraq e dalla guerra permanente e si impegni con una forte iniziativa diplomatica per ristabilire sovranità, pace e convivenza nell`area.

E` urgente che si pronunci contro qualsiasi intervento militare contro l`Iran, si impegni per un piano generale di disarmo nucleare, per la fine dell`occupazione in Palestina e una pace giusta in Medio Oriente.

Chiediamo che non siano rifinanziate le missioni in Iraq e in Afghanistan,che si ritirino immediatamente i soldati italiani e ridiscutendo tutte le missioni militari italiane all`estero.

La politica prenda il posto delle armi. L`Italia costruisca la pace con la pace.

Per questo ci impegniamo a mobilitazioni diffuse il 2 giugno, che verranno decise città per città, e prepariamo da subito la mobilitazione sotto il Parlamento, con delegazioni nazionali, in occasione del voto sul rifinanziamento delle missioni militari che si terrà prima della fine di giugno.

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