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Cap Anamur/Welcome to Pian del Lager

La vicenda dei 37 profughi africani giunti nella nostra isola a bordo della nave umanitaria tedesca Cap Anamur rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra dello Stato italiano a tutti i migranti. Dopo 22 giorni di mare, gli infiniti no del governo ed infine l’autorizzazione all’attracco, i 37 sono stati deportati nel Centro di detenzione di Agrigento prima e nel CPT di Caltanissetta successivamente.

     

Gli sviluppi di questa vicenda dimostrano come l’episodio “Cap Anamur” sia divenuto una sorta di laboratorio di sperimentazione delle tecniche repressive verso i migranti e verso chiunque lotti contro leggi liberticide che nel nostro paese hanno decretato la riduzione a “clandestini” di migliaia e migliaia di esseri umani in fuga dalla povertà e dalle guerre.

La Bossi/Fini è una legge liberticida ed illegale, e man mano che la Corte Costituzionale esamina i ricorsi presentati da tutti i tribunali italiani ne rivela, pezzo dopo pezzo, gli aspetti più disumani ed incostituzionali; ma malgrado i pronunciamenti e la mobilitazione in corso il governo prosegue nel suo progetto illegale e liberticida.

Il governo ha prima trasferito 14 dei 37 migranti “clandestinamente” e a notte fonda nel Cpt di Roma e continua a trattenere illegalmente i 22 rimasti nel Cpt di Pian del Lago.

Una delegazione composta da legali, parlamentari e sindaci provenienti da tutta Italia, tra cui Giuseppe Caccia, assessore Comune Venezia, Sandro Metz, cosigliere regionale Friuli Venezia Giulia, è entrata l’altro ieri all’interno del Cpt per dare sostegno e tranquillizzare i 22 sudanesi rimasti dopo il trasferimento di 14 naufraghi a Roma. I 2 membri della delegazione si sono rifiutati di uscire dal Centro finchè non fosse chiaro il destino dei migranti.

La risposta da parte delle forze dell’ordine a questo atteggiamento assolutamente non violento e di solidarietà è stata spaccare la testa a Sandro Metz, caricarlo su una volante e , insieme a Giuseppe Caccia, abbandonarlo in mezzo alla strada lontano dal Cpt, il tutto mentre davanti ai cancelli la polizia in assetto antisommossa ha spinto e preso a calci i manifestanti con le mani alzate.

Il Presidio e la mobilitazione davanti il Cpt di Caltanissetta continuano. La nostra presenza è fondamentale per impedire altri colpi di mano, per dimostrare la nostra solidarietà ai 22 sudanesi ed a tutti i migranti trattenuti senza ragione, per denunciare l’atteggiamento illegale del governo.

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