Donne e uomini, bambini e anziani, studenti, insegnanti, contadini, professionisti, a sfidare il coprifuoco e la repressione di Re Gyanendra in piazze, strade e sentieri di tutto il Paese.

     

Scritto da Marco Banchelli

Nei miei tanti viaggi nelle terre e nelle montagne del Nepal e nei loro racconti in circoli e scuole della Toscana e dell’Italia,

spesso mi capita di osservare e sottolineare quella che era come una piccola mancanza di quei luoghi.

In mezzo a tanto di tutto, dai templi alle feste, dalle nevi eterne alle jungle, in Nepal mancava il mare…

E’ con una quasi infinita emozione, con brividi e commozione e con altre mille non meglio definibili sensazioni,

che in queste ultime ore osservo come adesso in Nepal ci sia anche questo: il MARE !

Ed è il mare più grande e più significativo che un Paese possa avere,

il mare fatto da migliaia e migliaia di esseri umani, da un intero Popolo che ha deciso di avviarsi insieme

verso libertà e democrazia.

Non sarà certo semplicissimo, forse neppure breve, ma l’onda che questo mare genera

si fa di ora in ora sempre più grande.

Attraverso la mia diretta esperienza di questi ultimi anni,

dai primo segnali del 1996 in cui il malumore iniziava un nuovo percorso

fino al giugno 2001 in cui Re Birendra, con tutta (o quasi…) la sua famiglia, veniva assassinato,

ho sempre avuto ben più di una sensazione che anche il Nepal sarebbe cambiato.

Che non poteva essere più giusto vivere e testimoniare di poveri sorridenti e fieri

(magari “approfittandone” noi stessi) e continuare poi nella pratica a far finta di niente.

A non tentare di accompagnare quelle genti verso le più elementari e normali delle aspirazioni.

Ogni giorno o quasi i miei amici mi hanno informano di come si evolveva la situazione.

Oggi la rete “internet” e le sue potenzialità consente di essere al corrente sulle vicende del Nepal e del mondo,

in modo più completo da un monitor che non direttamente sul posto, se solo si vuole.

E le immagini che dalle varie località ho da sempre avuto modo di vedere mi hanno “rassicurato” in ogni momento

che il mare sarebbe prima o poi arrivato anche là…

Provo anche un certo orgoglio a sentirmi amico di questo popolo che sfida coprifuoco e tirannia

con grande forza e decisione ma anche e sempre con i soliti medesimi sorrisi e la grande voglia di crescere in Pace.

L’esercito non reagisce come potrebbe (?). Auguriamoci a questo punto che non lo faccia mai.

Sparare per offendere sulla marea umana produrrebbe carneficina e non feriti.

Ed anche questa era una sensazione che tanti mi riportavano:

quando il “momento” sarebbe arrivato, molti, anche delle forze governative, sarebbero stati con il popolo.

Le offerte di Re Gyanendra adesso non possono più essere sufficienti.

Lui, suo figlio erede al trono Paras, del resto mai minimamente amati, hanno troppo tirato ed esasperato

ed oramai non offrono una benché minima affidabilità.

Paiono ben allineate certe posizioni dei partiti dell’Alleanza e dei capi rivolta maoisti,

ma in questo momento la scena non è per loro.

Dalla “BBC” immagini sono arrivate e rimbalzate finalmente anche sulle nostre RAI e Mediaset

e quasi ogni giorno ci sono aggiornamenti e sviluppi,

tutto il mondo può ora vedere e seguire questa vicenda e magari rendersi anche conto ed avere conferma

di queste mie considerazioni e forse anche un po’ sentirsi parte di questa onda di libertà

di questo straordinario, incontenibile mare dell’Himalaya…

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