Dopo essere entrati nell’undicesimo anno di lotta civile (lo scorso 13 febbraio) il Nepal si appresta a vivere momenti che potrebbero essere fondamentali come non mai per il suo futuro.

     

Scritto da Marco Banchelli

Dal 6 al 9 aprile è stato indetto uno sciopero generale che vede congiunti nella protesta sia i sette maggiori partiti, recentemente unitisi in una vera e propria coalizione denominata S.P.A. (Seven Party Alliance), sia i rivoltosi armati maoisti che hanno ripristinato “un cessate il fuoco” unilaterale per agevolare la partecipazione della popolazione.

Il Sovrano Gyanendra, che pare temere molto questa ennesima prova di unione, come risposta, ha vietato a tempo indeterminato ogni forma di manifestazione ed istituito nuovamente il coprifuoco nelle ore notturne all’interno della Valle di Kathmandu. Ma non solo. In vari distretti di tutto il paese sono stati bloccati tutti i mezzi di trasporto pubblico in modo da evitare flussi di persone verso la capitale. E questo soprattutto per la giornata di sabato (8 aprile) dove dovrebbe aver luogo la manifestazione più importante: un assembramento di genti e di proteste contro il totalitarismo del Re e per il ripristino della libertà e democrazia mai visto prima.

Nelle ultime ore si hanno voci di altri arresti sia tra i leaders politici dell’Alleanza che tra giornalisti dissidenti. Pare che il numero possa essere anche di qualche centinaia. Di sicuro invece, ci sono stati numerosissimi arresti di avvocati, medici e giornalisti che partecipavano ad una manifestazione di liberi professionista che si è tenuta ieri “sfidando” il divieto governativo.

Intanto è stato definitivamente rinviato il grande “Concerto” da me organizzato ed in programma proprio per il giorno di Pasqua dalla Chiesa di Patan. Purtroppo, anche se la guerriglia mai ha direttamente interessato turisti e viaggiatori in maniera grave, i prossimi giorni in Nepal non sono sembrati proprio i più idonei né alla sicurezza né alla causa del progetto stesso. Auguriamoci che presto ci possano essere le condizioni adatte e che le note dell’electro-folkband dei NOFLAIZON di Campobasso possano levarsi a rappresentare l’Italia nel “nuovo” cammino del popolo del Nepal.

Anche al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, che ha inviato nelle ultime ore un ulteriore invito al dialogo tra le parti ed al ripristino della democrazia, non resta, come a tutti noi che abbiamo a cuore il Nepal e la libertà e la democrazia e la dignità umana, di attendere, e non con poca apprensione, i prossimi imminenti sviluppi.

Marco Banchelli, 6 aprile 2006.

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