Francisco Gabiño Quiñonez è stato assassinato nella sua casa di Cuzalapa. Era tra i promotori della campagna contro il disatro ecologico e sociale della miniera di Peña Colorada a Jalisco, tra la Costa Sur e la Sierra di Manantlàn. Proprietaria della miniera è la multinazionale italiana Ternium del gruppo Techint (holding della famiglia Rocca ed azionista del colosso delle costruzioni Impregilo).

     

Scritto da Redazione A Sud

A Jalisco in Messico la miniera di Peña Colorada, l’immensa miniera di ferro a cielo aperto del Paese, contamina una delle più importanti aree protette del Messico, la riserva della Biosfera de Manantlàn, e mette in pericolo la sopravvivenza di culture ancestrali come quella dei nàhua-otomì. Le organizzazioni sociali riunite nel collettivo Pro-Manantlàn che lotta in difesa dei diritti umani, per la pace e il rispetto della biodiversità nella Costa Sur e la Sierra de Manantlàn, denunciano all’opinione pubblica internazionale lo sfruttamento indiscriminato, il lavoro sottopagato, il disastro ambientale e sociale provocato dalla miniera di cui la multinazionale Ternium è proprietaria.

Lo stesso comitato ha formalmente accusato di fronte al Tribunal Latinoamericano del Agua la multinazionale italiana per la contaminazione prodotta dalle sostanze tossiche scaricate dalla miniera nel rìo Marabasco.

Altre denunce sono state innoltrate per i gravi danni causati alla popolazione civile e all`ambiente dalla miniera di ferro Las Encinas, nella località di San Miguel de Aquila, (Michoacàn) sempre di proprietà della Ternium.

Dal 7 al 9 aprile a Jalisco le forze sociali si inconteranno per stabilire un piano strategico per fronteggiare un conflitto che dura da circa 84 anni, e che vede la cultura e l’ambiente di una delle aree più ricche di biodiversità del pianeta aggredite e violentate da una miniera di ferro “made in Italy”.

Roma, 24 marzo 2006.

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