Gilberto Benetton, azionista di riferimento di Impregilo e Luisa Todini dell`omonima società di costruzioni si dichiarano a favore della fusione tra i due colossi italiani che controllano il business delle Grandi Opere in Italia. Intanto il Tar di Roma respinge la richiesta di sospensione della gara per il general contractor del Ponte sullo Stretto di Messina.

     

Scritto da Redazione Terrelibere.org

Una fusione tra Impregilo ed Astaldi sarebbe una “buona operazione”. Lo ha dichiarato Gilberto Benetton, consigliere di Mediobanca e azionista di Impregilo tramite Autostrade S.p.A. (Autostrade partecipa infatti al capitale della holding Igli, titolare del pacchetto azionario di maggioranza della società di costruzione di Sesto San Giovanni).

“Avere un`azienda con un fatturato rilevante in Italia sarebbe molto importante, lo vediamo noi in Autostrade quanto bisogno c`è di una società di costruzioni importante che potrebbe darci una mano” ha aggiunto Gilberto Benetton, confermando l’intenzione dei nuovi soci Impregilo (Gavio, Rocca e Benetton) di giungere alla creazione di una società di grosse dimensioni in grado di accaparrarsi tutte le grandi commesse in Italia e poter competere con successo anche sui mercati europei ed internazionali. L’ipotesi di fusione è comunque caldeggiata da Cesare Romiti, azionista di rilievo Impregilo attraverso Gemina, che tuttavia non si sbilancia sul possibile partner. “Sarà una delle principali aziende del settore”, ha comunque affermato Romiti a margine del convegno della Fondazione Italia-Cina in corso a Milano.

La fusione Impregilo-Astaldi è vista con buon occhio anche da Luisa Todini, presidente della Todini Costruzione Generali, altra azienda leader del settore costruzioni in Italia. “Vedo molto bene l`ipotesi di un`alleanza, di un `matrimonio` tra Impregilo e Astaldi: spero vada in porto”, ha dichiarato l’imprenditrice, ospite della trasmissione di Rai Educational Economix.

Secondo la Todini l’alleanza strategica tra i due gruppi sarebbe un fatto assolutamente positivo e il “comparto italiano delle costruzioni diventerebbe così davvero competitivo”. “Noi – aggiunge – siamo sempre favorevoli alle fusioni. Il problema vero delle imprese italiane è l`eccessivo individualismo”.

La stessa Todini Costruzioni non smentisce la possibilità di entrare direttamente nella gara per un unico grande polo delle costruzioni in Italia, anche se per il momento si preferisce “congelare”ogni ipotesi di fusione o accorpamento almeno sino alle prossime lezioni politiche del 9 e 10 aprile. “Ci sono aziende che ammiriamo ma aspettiamo le elezioni che saranno particolarmente importanti per il nostro settore”, ha aggiunto Luisa Todini. “Mi sembra che il governo di centrosinistra abbia intenzione di nuovo di frazionare le opere pubbliche. A quel punto non ci sarebbe bisogno di alleanze”.

Intanto la prima sezione del Tar del Lazio ha respinto al richiesta di sospensiva della gara per general contractor per il Ponte sullo Stretto di Messina, richiesta presentata dal Gruppo Astaldi contro l`assegnazione della gara alla cordata diretta da Impresilo. Una nuova udienza è tuttavia stata fissata per il prossimo 21 giugno, in quanto i magistrati avrebbero richiesto alle parti interessate ulteriori elementi utili al giudizio.

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