La Rete antirazzista siciliana, associazioni e singoli lanciano un appello ai candidati delle prossime elezioni politiche e regionali per una svolta in tema di accoglienza e diritti dei migranti. Per l`abrogazione della legge Bossi-Fini e la libertà di circolazione.

     

Scritto da Rete Antirazzista Siciliana

Appello antirazzista alla società civile siciliana e ai candidati alle prossime elezioni

Il fenomeno delle migrazioni da un continente all`altro non è né nuovo né

destinato ad estinguersi in tempi brevi. Gli sbarchi dei cosiddetti “clandestini” sono spesso il frutto avvelenato determinato da ingiuste forme di sfruttamento riconducibili, nella veste di un moderno ed arrogante neocolonialismo, agli stessi paesi dell`Occidente ricco.

Illudersi di bloccare movimenti epocali di queste dimensioni, trasformando il

problema politico-sociale delle migrazioni in problema di ordine pubblico, con

la crescente militarizzazione delle frontiere e provvedimenti di polizia, significa adottare strategie che mirano alla segregazione e sostanzialmente ad una nuova apartheid.

Inoltre, nel nostro paese, in particolare, abbiamo assistito con vergogna all`invio di truppe di occupazione in Iraq, allo smantellamento dello stato

sociale, alla progressiva precarizzazione del lavoro, al respingimento – pratica disumana e incivile sempre, tragica spesso – dei migranti approdati sulle nostre coste; gli ultimi recenti episodi di intolleranza ci danno il segnale della barbaria che avanza.

Sono le leggi repressive come la Bossi-Fini (già anticipata dalla Turco-Napolitano con l`inaugurazione delle galere etniche) a creare nuova clandestinità, finalizzata allo sfruttamento dei migranti considerati solo come forza lavoro “usa e getta”. Pensiamo all`impiego di lavoro sommerso che

permette agli imprenditori di aumentare a livello esponenziale i profitti lucrando sul versamento degli oneri contributivi, sui salari e di ricattare la manodopera costringendola ad un lavoro servile caratterizzato dal ricatto della precarietà e vessato da pesanti condizioni in termini di carichi, orari, sicurezza e nocività.

Da anni, inoltre, denunciamo l`esistenza dei Centri di permanenza temporanea, veri e propri centri di detenzione, e ci battiamo per la loro chiusura. Tali centri di detenzione sono nei fatti una risposta segregazionista al fenomeno dell`immigrazione.

La chiusura delle frontiere, la crescente riduzione dei canali di ingresso legale, il restringimento delle possibilità di ricongiungimento familiare, l`esasperazione della precarietà della condizione dei migranti a causa di una rigida connessione

tra la durata (e il rinnovo) del permesso di soggiorno ed il rapporto di lavoro, la negazione del diritto d`asilo hanno prodotto crescente clandestinità e ricattabilità.

Contro tutto questo lottano i movimenti antirazzisti in tutto il territorio nazionale e, in Sicilia, la Rete Antirazzista Siciliana (prima firmataria di questo appello) che, con le sue denunce e mobilitazioni ha messo sotto gli occhi di tutti le atrocità consumate nelle “galere etniche” di Lampedusa, Trapani, Agrigento, Ragusa, Caltanissetta.

Noi, sottoscrittori di questo appello, vogliamo portare avanti queste denunce

e vogliamo credere che un altro mondo sia possibile: un mondo in cui ci sia

posto per i diritti di tutti ed in cui venga rispettata la dignità di ognuno.

Riteniamo indispensabile avviare con chi si candida a volerci rappresentare

nelle prossime elezioni per il rinnovo della Camera, del Senato ed a giugno

dell`Assemblea Regionale Siciliana un percorso che si ponga l`obiettivo della cancellazione dell`istituto della detenzione amministrativa e di ogni forma di diritto speciale. Occorre elaborare nuove strategie di accoglienza perché alla risorsa delle migrazioni si risponda con la costruzione di politiche attive di promozione dei diritti di cittadinanza e di maggiore partecipazione del soggetto migrante.

Chiediamo ai prossimi deputati di costruire un`interlocuzione con i movimenti e di avviare un percorso con le istituzioni preposte che sostituisca alla logica emergenziale un approccio più lungimirante, fondato sull`accoglienza.

Chiediamo la messa a punto di un sistema di accoglienza integrata che passi

per la fruizione delle strutture pubbliche, in primis le Asl, piuttosto che per l`affidamento ad enti ed associazioni private e del cosiddetto terzo settore che spesso lucrano indecorosamente sul circuito detentivo e sulle tragedie dei migranti.

Chiediamo inoltre che, a 10 anni dal naufragio del Natale `96 a largo di Portopalo, la più grande tragedia dal dopoguerra nel Mediterraneo, si recuperi il relitto, si raggiunga la verità e sia fatta giustizia per le 300 vittime, che giacciono ancora in fondo al mare.

Alla chiusura delle frontiere opponiamo la libertà di circolazione.

In concreto pensiamo che il sistema dei visti non può più essere regolato dall`assegnazione delle quote per gli ingressi, sistema che vincola inevitabilmente l`ingresso a procedure di identificazione, rese nei fatti spesso impossibili, ed al ricatto dei trafficanti di persone che speculano sull`organizzazione dei viaggi. Il superamento della politica delle quote potrebbe essere facilitato da politiche di ingresso non subordinate ad un contratto di lavoro, dall`istituzione di procedure di regolarizzazione permanente e dal passaggio delle competenze in materia di immigrazione, compreso il rilascio del permesso di soggiorno, dalle questure agli enti locali.

Dopo aver promosso in questi anni a livello regionale e partecipato a livello nazionale alle mobilitazioni per i diritti dei migranti, facciamo appello alle realtà di base, all`associazionismo, ai candidati nelle prossime elezioni ed alle forze politiche a sottoscrivere l`appello ed a sostenere nelle sedi istituzionali la seguente piattaforma:

– per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri

di Identificazione

– per l`abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l`ha ispirata

– per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro

– per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti asilo e i rifugiati

– per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti

– per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di tutti i migranti in Italia, per la

libertà di circolazione

– per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione.

Rete Antirazzista Siciliana, Gruppo Migranti-Antirazzismo Attac-Sicilia, Osservatorio Migranti (Ag), Circolo Arci Thomas Sankara (Me), Laboratorio Zeta (Pa), Collettivo Araba Fenice (Scienze politiche-Ct), Centro Open Mind glbt (Ct), Centro Iqbal Masih Librino (Ct), Parrocchia di Boscominniti e Casa Accoglienza G. Maggiolini (Sr), padre Carlo Dantoni (Sr), Pietro Milazzo (Osservatorio regionale sull`immigrazione-Cgil), Tania Poquisch (CPR- PRC), Valeria Bertolino (Associazione Semira-Trapani), Fulvio Vassallo Paleologo (Università di Palermo), Stefano Galieni (coll. Liberazione), Sergio Cipolla (pres.Ciss), Marco Bersani (Cn Attac-Italia), Renato Sarti e Bebo Storti (Teatro della Cooperativa), avv.Fabio Tita (Ct), Nella Ginatempo (Tavolo Bastaguerra), Antonio Mazzeo (Redazione Terrelibere.org).

Info-adesioni:alfteresa@libero.it

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