Sessantotto persone sono state arrestate a Kathmandu e Bhaktapur per atti vandalici e ostruzione di servizi pubblici durante lo sciopero generale proclamato oggi dai sette principali partiti di opposizione nepalesi per l’uccisione da parte di un soldato, probabilmente ubriaco, di 13 civili e il ferimento di altri 19 mercoledì scorso nel centro turistico collinare di Nagarkot.

     

Scritto da Agenzia Misna

Lo ha detto ai media locali il ministero dell’interno, specificando che tra gli arrestati c’è Rameswore Phuyal, segretario distrettuale per Kathmandu del ‘Partito comunista del Nepal’-Uml, il secondo del paese.

Il dicastero ha aggiunto che si sono verificati scontri tra forze dell’ordine e manifestanti in diverse località, soprattutto nei campus universitari, provocando il ferimento di 23 poliziotti.

Per tutta la giornata odierna i principali esercizi commerciali, gli uffici e gli istituti scolastici sono rimasti chiusi, mentre alcuni dimostranti scendevano in piazza e davano fuoco agli pneumatici, per esprimere dissenso contro il gesto dell’esponente delle forze dell’ordine che mercoledì intorno alle 23:00 locali aveva aperto il fuoco a Nagarkot, circa 30 chilometri dalla capitale Kathmandu, nella piazza antistante il tempio della dea Kalika dove si stavano svolgendo i festeggiamenti in onore della divinità, per poi togliersi la vita.

In Nepal, teatro dal 1996 di un conflitto avviato dai ribelli maoisti, le forze dell’ordine, così come i guerriglieri, sono spesso accusate di violazioni e abusi dei diritti umani.

[LM] – NEPAL 17/12/2005.

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