Drago Hedl, caporedattore del settimanale di Spalato “Feral Tribune” e corrispondente dell`Osservatorio sui Balcani è stato minacciato di morte per i suoi articoli sulle torture e gli assassini di civili serbi a Osijek nel 1991.

     

Scritto da Osservatorio Balcani

Martedì 6 dicembre, nella sua cassetta della posta, Hedl ha trovato una lettera con un messaggio composto con lettere ritagliate da un giornale, dove si affermava: “Ammazzeremo te e il tuo Levar”. Anche l`indirizzo sulla busta era ricavato da lettere ritagliate da titoli di giornali, e stando al timbro postale la lettera di minaccia è stata spedita il 5 dicembre dalla città di Osijek. Una storia inquietante all`indomani dell’arresto di Ante Gotovina: in diversi articoli Hedl ha raccontato i crimini commessi contro civili serbi a Osijek e Vukovar.

La redazione del Feral Tribune, che ha preso questo messaggio di minaccia in modo estremamente serio, ha informato la polizia e la procura di stato, chiedendo protezione per il suo redattore, e una urgente ed energica indagine. “In questo modo invitiamo le organizzazioni giornalistiche internazionali e locali, gli organi competenti del governo, e le istituzioni e le associazioni che si occupano del funzionamento del sistema democratico, ad impegnarsi nella difesa dei diritti dei giornalisti a svolgere un lavoro libero e ad alzare la loro voce contro l`atmosfera di paura e di linciaggio che già da diverso tempo, sotto il patronato degli sceriffi politici locali, regna a Osijek” – scrive il Feral Tribune.

Già nel luglio di questo anno, Drago Hedl ha pubblicato sul Feral Tribune la testimonianza di Krunoslav Fehir, ex membro del cosiddetto battaglione di Branimir di Osijek, che come partecipante indiretto incolpava Branimir Glavas – ex capo del Segretariato per la difesa popolare e attuale potente politico di Osijek – per gli arresti e le brutali torture di civili serbi, e per aver ordinato l`uccisione di uno di loro. Dopo di che è iniziata una campagna mai vista contro Hedl e altri giornalisti che hanno scritto di questo, e velocemente è stata scoperta anche l`identità di Krunoslav Fehir (chiamato dall`autore della lettera di minaccia “il tuo Levar”). Lo stesso Branimir Glavas più volte ha minacciato pubblicamente i giornalisti “che si atteggiano da nemici”, facendo uso di diffamazioni e offese di bassissimo livello.

Recentemente alla caccia si è aggregato anche il sindaco di Osijek Anto Djapic, che durante una conferenza stampa – tenendo davanti a se il Feral e lo Jutarnji list – ha accusato i giornalisti di pubblicare “le peggiori menzogne” e “totali invenzioni” su Branimir Glavas, e di scrivere “in modo estremamente anti-croato”. Djapic, in quel frangente, ha rivelato i nomi di una ventina di persone che a suo avviso hanno testimoniato nel caso di Fred Margus, arrestato col sospetto di aver ucciso alcuni civili serbi, e la televisione della Slavonia leale a Glavas ha trasmesso questo elenco addirittura quattro volte. Alcuni dei testimoni dopo il primo linciaggio pubblico, spaventati per la propria incolumità, hanno rifiutato un`ulteriore collaborazione con la polizia. Contemporaneamente, gli organi competenti dello Stato non hanno reagito in alcun modo a causa dello scandaloso ostruzionismo all`indagine da parte di Djapic. Come conseguenza di questi messaggi politici, giunge la minaccia di morte al redattore del Feral.

“È giunta l`ora che il governo croato interrompa questo vergognoso governare privo di legge e questa atmosfera d`isteria politica che sta prendendo piede a Osijek, e protegga non solo i giornalisti che in modo tenace resistono nel loro lavoro e contribuiscoon a svelare la verità, ma anche i numerosi testimoni inclusi nell`indagine sui crimini del 1991. In caso contrario, la violenza e il crimine verranno legittimati come forma “ufficiale” dell`azione politica. In caso contrario, verranno appoggiati coloro i quali anche 14 anni fa, con conseguenze sanguinose, godevano di privilegi e di “piena libertà” – conclude la nota del Feral Tribune.

Drago Hedl è considerato uno dei migliori giornalisti investigativi della Croazia. Ha raccontato a più riprese in questi anni al pubblico del proprio Paese i crimini commessi contro civili serbi dalle forze croate, a partire dalla vicenda di Pakracka Poljana, prigione illegale e luogo di tortura diretta dall’unità speciale comandata da Tomislav Mercep. Nel luglio 2002 ha riportato la storia della eliminazione di 18 civili serbi e di un ungherese a Paulin Dvor, presso Osijek. I corpi di quelle persone erano poi stati occultati e seppelliti a 500 km di distanza, nella regione della Lika, e Hedl aveva denunciato il coinvolgimento nel crimine di Miroslav Tudjman, figlio maggiore dell’ex presidente croato, al tempo responsabile dei servizi segreti.

Ha investigato in più occasioni i crimini commessi contro i Serbi di Vukovar nel 1991 dalla Zbor Narodne Garde, e recentemente ha descritto gli omicidi avvenuti a Osijek nel 1991 e 1992 nella prigione segreta di Via Dubrovacka 30, riportando le scioccanti dichiarazioni di un testimone che aveva partecipato ai delitti, Krunoslav Fehir. Il suo lavoro è stato fondamentale non solo per la ricostruzione dei conflitti recenti della ex Jugoslavia, ma soprattutto per la presa di coscienza da parte delle diverse opinioni pubbliche dei crimini commessi dai ‘propri’ rappresentanti. Come in tutte le situazioni di post conflitto, il problema nei Balcani oggi non è infatti parlare dei crimini degli ‘altri’, ma di quelli commessi nel proprio nome. Ed è qui che sono più che mai necessarie la determinazione e il coraggio di giornalisti come Drago Hedl.

Osservatorio sui Balcani, 12 dicembre 2005.

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