Tre laboratori clandestini, vere e proprie piccole imprese per la costruzione e la modifica di armi comuni e da guerra, destinate, si ritiene, al mercato della criminalità europea, sono stati scoperti nei giorni scorsi dai carabinieri dell`Ipu (Integrated Police Unit dell`Eufor, la Forza di pace europea in Bosnia). Sono stati arrestati quattro `imprenditori` e sequestrate ingenti quantita` di armi.

     

Scritto da Agenzia ANSA

Uno dei laboratori è stato trovato a Bijeljina, nel nord-est della Republika Srpska (Rs, entita` a maggioranza serba), e due nella capitale bosniaca, Sarajevo, allestiti in capannoni adiacenti alle abitazioni o nelle stesse abitazioni dei quattro arrestati. Tutti erano ben attrezzati con torni e frese meccaniche per la costruzione e modifica di armi e con scorte di pezzi di ricambio per fucili e pistole.

In una di queste piccole fabbriche, sui `prodotti` portatili, fucili e pistole, con i numeri limati o fittizi, erano apposti anche i cartellini dei prezzi: un Kalashnikov 200 marchi convertibili (circa 100 euro), una pistola 150 marchi (75 euro circa). Nei tre laboratori e in un deposito illegale di armi da guerra a Rogatica, cento chilometri circa a est di Sarajevo, nella Rs, sono stati sequestrati complessivamente 300 razzi anticarro, un centinaio di fucili mitragliatori (tra cui Kalashnikov ed altri di produzione sovietica), 50 pistole di vario calibro, apparati di precisione, un visore notturno e numerosissime munizioni.

L`operazione è stata effettuata dai reparti speciali del reggimento Ipu, insieme ad una squadra di carabinieri paracadutisti e in collaborazione con la direzione antiterrorismo della polizia della Federazione Bh (entità a maggioranza croato musulmana) e con l`Eupm, la missione europea di sostegno alle forze di polizia locali.

Le armi ritrovate potrebbero provenire da un recente furto avvenuto in una caserma dell`esercito bosniaco. In Bosnia, dieci anni dopo la guerra (1992-95), ci sono ancora molte armi illegalmente detenute dalla popolazione, nonostante grosse quantità siano state raccolte dalla Forza di pace multinazionale, ed i depositi militari, non sufficientemente sicuri, sono spesso meta facile dei criminali.

I veri commercianti, però, che vendono armi ed esplosivi sul mercato europeo, secondo la stampa croata, si trovano in Croazia e si riforniscono, oltre che nel proprio paese, in Bosnia e in Serbia/Montenegro.

(ANSA) COR 02/12/2005

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