Si muore di fame nelle carceri del Congo

Francesca Belloni
  Lo Stato congolese “non rispetta i propri obblighi sul trattamento dei detenuti” nelle carceri nazionali: lo denuncia la Missione Onu nella Pepubblica democratica del Congo (Monuc) in un rapporto stilato dopo una visita in 33 dei 52 penitenziari del Paese, dove dallo scorso aprile almeno 20 prigionieri sono morti per fame o malattie legate alla malnutrizione.
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“La popolazione carceraria totale non supera i 10.000 detenuti, una cifra che in una nazione di 60 milioni di abitanti costituisce un tasso piuttosto basso” ha spiegato Fernando Castanon, capo della Divisione per i diritti umani della Monuc. Tuttavia, ha aggiunto, “il problema risiede nelle condizioni di accoglienza di queste persone.

La stragrande maggioranza delle carceri è stata costruita prima dell’indipendenza (1960) e molte sono in totale rovina. In diversi casi i prigionieri sono ospitati in altri luoghi, come magazzini e fabbriche”.

In questi centri “sovraffollati e inadatti, numerosi decessi sono causati dalla malnutrizione, nonostante alcune misure d’urgenza raccomandate nel maggio scorso al presidente Joseph Kabila” ha concluso Castanon. Caso emblematico, la prigione centrale di Mbuji-Mayi, dove il cibo viene distribuito appena una volta a settimana.

[FB] – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 25/11/2005

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