Un ragazzo indigeno di 16 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco e un altro è rimasto ferito durante un’operazione di sgombero di un latifondo occupato effettuata dalla polizia a Caldono, nel dipartimento meridionale del Cauca.

     

Scritto da Francesca Belloni

Lo ha riferito il portavoce del Consiglio regionale autoctono (Cric), Feliciano Valencia, attribuendo alle forze dell’ordine la responsabilità di aver aperto il fuoco contro un gruppo di nativi Guambianos che da un mese presidiano la tenuta agricola ‘El Jápio’, reclamando il possesso delle terre.

Valencia ha ricordato che nelle ultime settimane sono stati frequenti gli scontri tra polizia e indigeni che rivendicano la proprietà di 12.500 ettari di appezzamenti a Silvia, Caldono, Jambaló e Toribío “usurpati dai grandi latifondisti”, nonostante il governo si sia impegnato a restituirli alle comunità native.

“Non vogliamo colpire i piccoli agricoltori, poveri come noi, chiediamo solo il rispetto dei diritti economici, sociali e culturali delle comunità indigene, afro-colombiane e contadine della regione, già colpite dalla miseria e dalla violenza dei gruppi armati” si legge in una nota del Cric.

In una lettera inviata al ministro dell’Interno e della Giustizia, Sabas Pretelt, il procuratore generale Carlos Gómez Pavajeau ha esortato le autorità “a evitare un ulteriore spargimento di sangue e facilitare una trattativa tra l’amministrazione locale del Cauca e i movimenti indigeni”.

Pretelt ha replicato che il governo “non potrà negoziare con i manifestanti fino a quando occuperanno proprietà private”.

[FB] – COLOMBIA 11/11/2005

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