Si è aperto oggi a Memphis, negli Stati Uniti, il processo contro l’ex-colonnello dell’esercito salvadoregno Nicolás Carranza accusato di torture e uccisioni durante la guerra civile (1980-’92).

     

Scritto da Francesca Belloni

Carranza, residente in Usa dal 1985, è stato rinviato a giudizio in base alle testimonianze di sette sopravvissuti al conflitto che avrebbero assistito a crimini contro l’umanità perpetrati da polizia e militari.

“Le stime più accreditate parlano di 10-12.000 civili assassinati nel solo 1980 quando Carranza comandava le forze di sicurezza nel Paese” si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, dove si precisa anche che l’imputato ricoprì il ruolo di vice-ministro della Difesa tra l’ottobre 1979 e il gennaio 1984; fu inoltre capo di una divisione speciale della polizia tra il giugno 1983 e l’aprile 1984.

“Questa è la prima opportunità per i nostri assistiti di poter dire finalmente quello che davvero successe in quegli anni, di spiegarlo a una giuria e al mondo intero” ha detto Matthew Eisenbrandt, legale del ‘Center for justice and accountability’ ricordando che gli accordi di pace del 1992 sancirono un’amnistia che finora ha proibito alla magistratura salvadoregna di intraprendere azioni legali contro i militari sospettati di crimini di guerra.

[FB] – EL SALVADOR 31/10/2005

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