La procedura di infrazione aperta dall`Unione europea nei confronti dell`Italia per violazioni ambientali in relazione al progetto sul ponte sullo Stretto di Messina potrebbe bloccare i finanziamenti europei previsti dal piano comunitario per le grandi opere. E` quanto ha messo in evidenza la senatrice dei verdi, Anna Donati nel corso di una conferenza stampa.

     

Scritto da APCOM

Si tratterebbe, ha spiegato la senatrice, “di ingenti finanziamenti, tra il 10 e il 20% del costo dell`opera (stimato in circa 4,6 miliardi di euro ndr) secondo il regolamento europeo, se si violano le norme in materia ambientale, si perde il diritto al finanziamento comunitario”. E l`Ue, ha spiegato Donati, “lo scorso 18 ottobre ci ha inviato una lettera nella quale ci informa dell`accoglimento dei ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste nel 2003. Entro due mesi l`Italia deve rispondere in sede Ue alle contestazioni mosse”.

Quello che chiediamo, ha sottolineato il presidente dei verdi Alfonso Pecoraro Scanio, “è la sospensione della gara visto che il contratto non è ancora stato stipulato. La societò Stretto di Messina non può chiudere un contratto con un privato con tutte le incognite pendenti che ci sono. Perciò diffidiamo Stretto di Messina e i singoli membri del consiglio di amministrazione dalla stipula del contratto con Impregilo. Abbiamo diffidato anche il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi in quanto ha il compito di vigilare. Abbiamo fatto un`interpellanza urgente al ministro perché risponda in Parlamento e abbiamo inviato copia della diffida alla Corte dei conti e all`Autorità giudiziaria”.

Secondo Pecoraro, “la sceneggiata del Ponte deve finire. Impregilo si è aggiudicata la gara per il General Contractor con un`offerta stracciata perché in realtà sa che l`opera non si farà mai, e questo spiega il perché le cordate straniere si sono ritirate. Impregilo punta invece ad incassare le penali previste dal contratto e che verrebbero pagate dai cittadini. Inoltre, il contratto le permetterebbe di ottenere consistenti affidamenti bancari. Il Ponte ha un`infinità di irregolarità procedurali per cui, con la cautela propria del buon padre di famiglia, la società Stretto di Messina dovrebbe sospendere la stipula del contratto.

“Ora che il progetto preliminare è stato bocciato dalla commissione Ue – ha aggiunto la senatrice dei verdi Anna Donati – va eliminato subito il pericolo di penali a vantaggio esclusivo di privati al fine di tutelare al massimo l`interesse pubblico. Quindi occorre sospendere immediatamente la gara e ripetere la procedura Via (valutazione di impatto ambientale ndr) su un progetto preliminare contestato anche dall`Europa perché sottostima gli impatti sul territorio e dei costi di realizzazione. L`Ue – ha aggiunto Donati – dice che se il progetto definitivo è presenta delle modifiche rispetto al preliminare, è obbligatorio ripetere la Via mentre la legge obiettivo italiana sulle grandi opere dice che questo è a discrezione del ministro”.

“E` falso – ha concluso Donati – affermare che la realizzazione del Ponte è irreversibile e che dovremmo pagare pesanti penali perché questo dipende dal contratto che verrà sottoscritto. Va eliminato il pericolo di penali a vantaggio dei privati, come richiede anche la convenzione tra Ministero e società Stretto di Messina quando prevede che la società possa recedere dal contratto nel caso in cui il progetto redatto dal general contractor, dopo l`aggiudicazione, comporti sostanziali modifiche alle opere o aumenti di prezzo”.

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