Una organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina è stata scoperta dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria. Una quarantina gli arresti. Si tratta di uomini legati alla cosca di Africo diretta da Giuserppe Morabito ù tiradrittu`. Tra gli indagati il calciatore Giuseppe Sculli, nipote del boss della ´ndrangheta.

     

Scritto da Redazione Terrelibere.org

Blitz dei Ros dei carabinieri contro un`organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti con base in Calabria e diramazioni nel nord Italia e Sud America.

L`operazione è stata condotta congiuntamente alle forze dell`ordine di Spagna, Olanda, Francia, Belgio e Serbia Montenegro.

Sarebbero una quarantina i mandati di cattura emessi dal Gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta avanzata dal sostituto procuratore Nicola Gratteri.

Nel corso delle indagini i carabinieri del Ros hanno scoperto un vasto flusso di cocaina proveniente dal Sud America e diretto in Italia.

L`organizzazione scoperta dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria era capeggiata dalla cosca della `ndrangheta di Africo diretta Giuseppe Morabito, detto `u tiradrittu, arrestato l`anno scorso dopo anni di latitanza.

Per l`acquisto della cocaina in Sud America gli esponenti della `ndrangheta avevano costituito un cartello con i trafficanti stranieri di cocaina.

La droga, dopo il suo arrivo in Italia, veniva esportata anche in altre nazioni europee.

I presunti componenti dell`organizzazione arrestati gestivano anche alcuni locali notturni di Milano e Roma all`interno dei quali veniva spacciata la cocaina e dove venivano avviate alla prostituzione giovani donne provenienti dai Paesi dell`Est europeo.

I clienti dei locali potevano contare sull`acquisto di cocaina e sulla disponibilità di prostitute con le quali consumare la droga.

Nel registro degli indagati è stato iscritto anche l`attaccante del Messina Giuseppe Sculli, nipote del boss di Africo Giuseppe Morabito.

Secondo le prime indiscrezioni, Sculli sarebbe accusato di aver minacciato alcuni suoi compaesani affinché votassero il candidato sindaco di Bruzzano Zeffirio, piccolo centro della Locride dove vive con la sua famiglia. Anche il padre del calciatore sarebbe stato intercettato a far la stessa cosa e per questo sarebbe indagato.

Secondo il Corriere della Sera, sul calciatore del Messina (già nazionale under 21 e il cui cartellino è di proprietà della Juve e che si affida, come procratore, alla Gea del figlio di Moggi) ricadrebbero i sospetti di una `combine` calcistica nel 2003, quando ancora giocava nel Crotone.

La partita in questione sarebbe stata quella con il Messina, la sua odierna squadra. Sculli, secondo l`accusa, avrebbe raggiunto un accordo con l`allora direttore sportivo della squadra peloritana che avrebbe permesso al Messina di rimanere in serie B.

La documentazione sulla presunta partita truccata sono stati trasmessi al giudice sportivo, che dovrà decidere su eventuali sanzioni disciplinari.

Raggiunto telefonicamente dai giornalisti di Repubblica, Giuseppe Sculli ha rilasciato una breve dichiarazione. “Non dico nulla, parleranno i miei avvocati”, ha spiegato. “Sono totalmente estraneo alla vicenda e nella piena fiducia che al più presto le indagini facciano chiarezza, comunico di aver dato mandato ai miei legali per adottare misure idonee a tutelare la mia immagine e la mia rispettabilità”.

Nel frattempo Antonio Catanese, procuratore della Repubblica, si è detto “turbato e indignato” per la fuga di notizie. “E` una cosa inaccettabile, i processi si fanno in tribunale e non sulla carta – tuona Catanese – Questa persona è stata giudicata e condannata prima di un processo. Apriremo un`inchiesta formale per scoprire l`infedele che ha diffuso la notizia”.

Redazione Terrelibere.org

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