Un nuovo rapporto pubblicato da Greenpeace e corredato da prove inoppugnabili, sottolinea i gravi errori fatti dalla Monsanto durante la valutazione sulla sicurezza del mais transgenico MON863, utilizzato in uno studio come mangime per i topi.

     

Scritto da Redazione Econews

Il prossimo lunedì 24 ottobre è previsto il voto dei ministri per l’Agricoltura dei paesi europei sull’uso di questo mais nell’alimentazione umana.

L’analisi pubblicata da Greenpeace consiste in un rapporto preliminare condotto da due scienziati francesi sullo studio condotto da Monsanto su topi alimentati per 90 giorni con il mais MON863.

Nel rapporto, i ricercatori criticano severamente il metodo che la Monsanto ha seguito per valutare gli apparenti impatti negativi sulla salute del gruppo di topi alimentati con il mais GM, e il modo in cui le anomalie scoperte non sono state tenute in considerazione. “E’ paradossale: è come se la Monsanto stesse facendo ricerca su batteri utilizzando un binocolo invece del microscopio”, ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace. “Ci preoccupa maggiormente ciò che questa vicenda rivela sulla capacità delle autorità pubbliche di condurre studi e valutazioni sugli Ogm. Sia il Governo tedesco che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare hanno dato il via libera a questo mais transgenico, basandosi su quello che in realtà si sta dimostrando uno studio estremamente scadente. Tutto ciò indebolisce di conseguenza tutte le rassicurazioni che l’Unione europea cerca di fornire a proposito della sicurezza degli organismi geneticamente modificati”.

Gli autori del rapporto lamentano il fatto che lo studio fatto sull’alimentazione a base di MON863 sia stato condotto per soli 90 giorni, paragonato ai due anni

di durata standard previsti per i pesticidi (il MON863 è stato modificato geneticamente per produrre una tossina insetticida per eliminare parassiti). Inoltre, i test eseguiti su sangue ed urine dei topi sono stati analizzati utilizzando modelli statistici errati rispetto al piccolo campione usato per la ricerca. Per gli scienziati è sorprendente che gli esperti di statistica della Monsanto non abbiano evidenziato la consistente differenza di peso dei topi nutriti con mais MON863 rispetto a quelli nutriti con mais convenzionale, o che non abbiano studiato l’anomalia con uno strumento statistico completo.

In conclusione, affermano: “E’ essenziale che l’intera analisi statistica della Monsanto sia ripetuta, prima che venga presa qualsiasi decisione sull’immissione del MON863 sul mercato”. “E’ necessario dotarsi di regole più chiare e più severe in merito alla valutazione scientifica degli organismi geneticamente modificati in Europa, e che venga fatta una revisione completa del lavoro del Panel Ogm dell’autorità europea per la sicurezza alimentare,” ha

aggiunto Federica Ferrario. “Nel frattempo, i governi dei paesi europei devono bloccare l’autorizzazione del mais MON863”.

A fine settembre, è stato reso noto che la Francia ha recentemente cercato l’appoggio di altri stati membri dell’unione per restringere ulteriormente l’accesso ai documenti sulla valutazione dei rischi legati agli Ogm. Per Greenpeace, il caso del mais MON863 prova che è necessario l’opposto: la pubblicazione completa di tutti i dati necessari per rendere possibile una indagine indipendente e approfondita sulle scoperte.

Il dossier sui test condotti dalla Monsanto sull’alimentazione dei topi con il MON863 sono stati resi pubblici solo nel giugno 2005, dopo che un tribunale tedesco ha stabilito che l’azienda non poteva tenerli segreti.

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