Si torna a parlare del traffico di bambini in internet, protagonista in Cina. La polizia di Shanghai sta indagando su quello che potrebbe essere il tentativo di vendere bimbi a coppie non fertili attraverso internet.

     

Scritto da Rai24News

Secondo il quotidiano China Daily, un annuncio ospitato dal sito Eachnet, la pagina web che la società statunitense di aste on-line eBay ha acquisito in Cina, promette bambini maschi per 3.400 dollari. Le femmine costano invece solo 1.600 dollari. Tutti con non più di cento giorni e provenienti dalla provincia centrale dell`Henan, una delle più povere del paese.

L`annuncio è firmato col nome `Chuangxinzhe Yongyuan` (`grande innovatore`), chen sostiene di voler aiutare “le milioni di famiglie sterili nel paese” . Il quotidiano cinese afferma che potrebbe trattarsi semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto.

Secondo Eachnet, l`annuncio è stato registrato nella notte del 16 ottobre e, nonostante non ci sia stata alcuna vendita, prima di essere eliminato e` stato visto da una cinquantina di persone (tra le quali, una che ha inviato un messaggio per chiedere ulteriori informazioni).

La portavoce del sito, Tang Lei, ha precisato che il controllo del contenuto degli annunci diffusi dal sito avviene automaticamente, con l` uso di parole chiave, e la parola “baby” non è fra quelle usate dal sistema. E` stata la stessa Eachnet, ha aggiunto la portavoce, a denunciare il fatto alle autorità. La polizia non ha fornito particolari sulle indagini.

UNA PIAGA ORIGINATA DALLA POVERTA`

Il traffico di esseri umani, in genere donne e bambini, è ancora molto diffuso in Cina, alimentato dalla povertà, dalla politica di pianificazione familiare che impone alle coppie di aver un solo figlio e dalle crescenti disuguaglianze sociali. Secondo uno studio pubblicato nel 2001 dall` Unicef, negli ultimi anni 250.000 giovani sono stati vittime dei trafficanti.

CLAMOROSO PRECEDENTE

La scorsa primavera, ad esempio, nella provincia meridionale del Guizhou, fu scoperta una banda di trafficanti responsabile del rapimento di 200 bambini di età fra uno e sei anni. Erano quasi tutti maschi e venivano venduti alle coppie sterili a circa 2.000 euro. I piccoli erano tutti figli naturali di lavoratori immigrati, il settore più debole della società cinese. In alcuni casi, i bambini erano stati “commissionati”, o anche venduti dalle famiglie.

In agosto, sette membri della banda sono stati condannati a morte, quattro all` ergastolo e gli altri a pene tra i cinque ed i 15 anni di prigione. Secondo uno studio realizzato dal ministero degli Affari civili cinese, in collaborazione con l`organizzazione umanitaria internazionale `Save the Children` e con l` università di Pechino, in Cina ci sono 573.000 orfani che vivono con i parenti. L`86 per cento vive nelle campagne e solo la metà usufruisce di un sostegno finanziario da parte delle autorità locali.

Rai24News, Pechino, 20 ottobre 2005

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