Circa 17.000 indigeni Guambianos del dipartimento di Cauca hanno ripreso l’occupazione di alcune proprietà agricole in quattro comuni della regione per ottenere l’assegnazione delle terre, già promessa sei anni fa dal governo.

     

Scritto da Francesca Belloni

Respinti con la forza la settimana scorsa dalla polizia dopo cinque giorni di mobilitazione sfociati in disordini, i Guambianos hanno deciso di unire le forze convocando altri indigeni di diversi dipartimenti per recuperare 12.500 ettari di terreni a Silvia, Caldono, Jambaló e Toribío. Le autorità locali – hanno –avvertendo che la situazione “è difficile e rischia di finire fuori controllo” – hanno ordinato il dispiegamento degli agenti anti-sommossa.

Il ministro dell’Agricoltura, Andrés Felipe Arias, e il governatore del Cauca, Juan José Chaux, hanno già chiarito che “il governo non potrà convalidare né legittimare le rivendicazioni di una comunità consentendo l’invasione di proprietà private”.

Da parte loro, i Guambianos non sono disposti a cedere: “Già trent’anni fa il Consiglio regionale indigeno decise di riprendersi le terre delle comunità autoctone sottratte in modo fraudolento dai grandi latifondisti” hanno riferito i portavoce della protesta, aggiungendo: “Non vogliamo colpire i piccoli agricoltori, poveri come noi, chiediamo solo il rispetto dei diritti economici, sociali e culturali delle comunità indigene, afro-colombiane e contadine della regione, già colpite dalla miseria e dalla violenza dei gruppi armati”.

[FB] – COLOMBIA 20/10/2005

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